Una casa a impatto zero e forme contemporanee a Pordenone

16 giugno 2009
Una casa a impatto zero e forme contemporanee a Pordenone

Una casa a impatto zero e forme contemporanee a Pordenone

Una casa a impatto zero e forme contemporanee a Pordenone


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Siamo fin troppo abituati ad immaginare le case passive (o comunque costruite secondo criteri che consentono un grande risparmio energetico) con forme del tutto particolari, ben diverse dalle abitazioni classiche dallo stile contemporaneo.

E' perciò importante mostrare cosa sia possibile ottenere grazie ai moderni materiali da costruzione, come nel caso della bella villa costruita a Pordenone, capace di abbinare una tecnologia ad impatto zero con forme moderne.

La casa sorge alle porte di Pordenone, ed è stata progettata con un approccio compositivo improntato a criteri di funzionalità e comfort degli spazi interni, che si riflettono nelle forme asciutte e bilanciate delle masse architettoniche. Le scelte progettuali sono state orientate alla massima sostenibilità ambientale, frutto di un preciso indirizzo del proprietario, l'ing. Gianni Biscontin: “Il principale input è stato quello di creare dei volumi semplici e netti, capaci di marcare la cesura fra l'ambito urbano prossimo alla strada di accesso e il contesto paesaggistico fruibile sul fronte opposto della costruzione. L'edificio presenta superfici esterne opache pressoché uniformi, rivolte verso est a celare il suo prospetto principale, aperto a ovest verso il retro del lotto - un'area piacevolmente immersa nella natura - attraverso le superfici trasparenti del soggiorno e spazi di mediazione concepiti per accogliere gli agi della vita domestica all'aria aperta. Ho espressamente voluto che i materiali impiegati nella costruzione fossero caratterizzati da una lunga durata: questo spiega molte delle scelte effettuate soprattutto per le superfici esterne - importantissime per la buona riuscita estetica finale e più sensibili all'usura - per le quali ho scelto i prodotti Tassullo.”

La compatta volumetria, segnata dall'attento disegno delle aperture, è attraversata da uno spazio coperto passante che separa l'appartamento vero e proprio dalle pertinenze.
“La dicotomia fra spazi abitativi e funzioni di servizio trova riscontro anche nella scelta degli affacci privilegiati: tutti i locali principali, comprese le camere della zona notte al piano superiore, sono proiettati verso il verde esterno mentre quelli accessori sono rivolti sul fronte opposto, in posizione defilata. Il concept progettuale è stato messo a punto dai colleghi dello studio associato nel quale lavoro: in qualità di committente, ho seguito l'intero percorso progettuale occupandomi direttamente della progettazione delle strutture portanti. Inoltre, ho sviluppato personalmente gli indirizzi generali relativi agli aspetti energetici, lasciando la definizione esecutiva dell'impianto a tecnici specializzati: i calcoli definitivi restituiscono un consumo di 18 kWh/m2a, con classificazione A+ secondo la norma UNI EN 832 e norme correlate.”

Oltre all'impegno professionale, la progettazione della propria residenza comporta un ulteriore coinvolgimento a livello emotivo....
“Si tratta dell'occasione migliore per saggiare le proprie capacità rispetto ad un traguardo ambizioso, senza vincoli esterni, mettendo a frutto sia le competenze acquisite, sia introducendo lo studio di altre discipline indispensabili per conseguire il necessario livello di integrazione del processo progettuale. L'obiettivo principale è stato quello di coniugare la rispondenza a precisi criteri di sostenibilità ambientale del costruito con l’esigenza di garantire il massimo benessere abitativo: struttura compatta dell'edificato; elevato livello di isolamento termico abbinato al guadagno solare passivo; un sistema impiantistico basato su fonti energetiche rinnovabili (geotermia e fotovoltaico); terminali radianti a soffitto e  ventilazione con recupero di calore: questi i primari particolari costruttivi dell'involucro, la cui definizione è stata probabilmente l'attività maggiormente impegnativa.”

Le prestazioni isolanti dei paramenti murari esterni svolgono un ruolo determinante nel bilancio termico complessivo di qualsiasi edificio, ma non sono sufficienti per definire sostenibile un intervento dal punto di vista ambientale.
“Un materiale è tanto più sostenibile quanto minori sono l'energia e la produzione di rifiuti utilizzate per l'estrazione delle materie prime, per i cicli intermedi di lavorazione, per l'imballaggio, il trasporto e la distribuzione, per l'applicazione, l'uso e il consumo, per l'eventuale riutilizzo o riciclo ed, infine, per la sua dismissione o smaltimento finale. Durante la selezione del materiale da utilizzare per la realizzazione del cappotto, ho perciò considerato attentamente l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Analysis - uno strumento che consente di ragionare in un’ottica di sostenibilità ambientale estesa a tutto il processo edilizio) di diversi prodotti alternativi.”

La scelta è poi caduta sul sistema ISI-Therm di Tassullo, composto da pannelli di eps con grafite e collante/rasante ISI-Fiss.
“L'eps si ottiene dalla lavorazione con vapore acqueo del polistirene espandibile, a sua volta ottenuto dalla polimerizzazione dello stirene - un derivato del petrolio. Si tratta comunque, a mio avviso, di un prodotto che può essere considerato sostenibile per tre motivi principali:
- l'eps è un materiale completamente riciclabile che, a conclusione del ciclo di utilizzo, diviene una materia prima di recupero rigenerabile e capace di assumere la forma di prodotto finito senza ulteriori processi di sintesi, in grado perciò di proporre nuovamente il positivo comportamento ecologico che lo caratterizza
- non costituendo nutrimento per alcun essere vivente, l'eps è asettico, non origina muffe e, nella manipolazione, non produce particelle o sostanze chimiche
- dura nel tempo resistendo a fattori ambientali, climatici, umidità e a variazioni di temperatura, oltre a presentare caratteristiche elettriche prossime a quelle dell’aria, che compone circa il 96% del suo volume".

Osservando i disegni dei particolari costruttivi, spicca la cura prestata allo studio delle soluzioni più sicure e performanti sotto il profilo energetico.
“La definizione del dettaglio costruttivo è un momento fondamentale del processo progettuale, nel quale non solo si verificano i termini del linguaggio architettonico adottato, ma si creano le migliori condizioni di isolamento del volume abitato. In questo caso, ad esempio, il cappotto prosegue ininterrotto dalla copertura fino al livello delle fondazioni, eliminando completamente i ponti termici in corrispondenza dei marciapiedi esterni, dei serramenti e dei cassonetti.”

La medesima attenzione permea l'intero progetto anche per quanto attiene gli apparati tecnologici: la pompa di calore, alimentata dai pannelli fotovoltaici nascosti sulla copertura, funziona con acqua di falda che, una volta utilizzata, entra nella cisterna interrata preposta allo stoccaggio anche dell'acqua piovana per l'irrigazione del giardino, ritornando così a una temperatura prossima a quella del terreno; infine, il ciclo viene chiuso attraverso un secondo pozzo che la riporta in falda con un ridottissimo differenziale termico.



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