Case, risparmio energetico e professionisti dell'ecologia

09 giugno 2006
Case, risparmio energetico e professionisti dell'ecologia


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Diciamocelo chiaramente: siamo in pochi. In pochi a cercare di ottimizzare gli sprechi energetici delle nostre abitazioni, fra l'ignoranza generale, la mancanza di informazioni chiare e precise e l'assoluta assenza di regioni (tranne poche lodevoli eccezioni), stato ed Europa.

Ma quello che più impressiona è l'assenza di voci da parte dei tantissimi professionisti dell'ecologia che abbiamo in Italia, che pure hanno a disposizione spazi su giornali e televisioni, e che tanta rappresentanza hanno nel nuovo governo.

Eppure si continua a chiudere le città per il troppo inquinamento, utilizzando il palliativo del blocco del traffico che si è dimostrato (oramai l'esperienza è di alcuni anni) efficace come il placebo. E si continua ad utilizzare largamente il GPL, costoso e pericoloso, nelle tante zone non solo rurali non servite dal metano.


Ma costruire abitazioni a basso impatto ambientale non significa banalmente fare palazzoni di cemento e ficcare un po' di pannelli solari sul tetto: in Italia si continua ad ignorare l'uso di tecniche e materiali isolanti, favorendo un'enorme dispersione di energia, così come di sistemi altamente efficienti e razionali come le pompe geotermiche.

Ed allora speriamo che il nuovo governo faccia finalmente un pacchetto di agevolazioni capace di far da volano per la bioedilizia, ma di cui non godano alla fine solo i costruttori (senza ripercussioni in termini di minor costo per l'utente finale), magari considerando anche - fra gli elementi capaci di far risparmiare energia - i moderni frangisole e sistemi ombreggianti al posto dei ben poco ecologici climatizzatori, in una nazione che dovrebbe costruire case isolate dal caldo tanto quanto (se non di più) dal freddo.

E magari sbloccare le licenze edilizie per chi voglia costruire case passive o case a basso impatto ambientale, invece di tenere bloccato il mercato dei terreni edificabili a vantaggio dei soliti costruttori.  
 
(Nella foto: la  splendida casa "O sole mio" di GriffnerHaus progettata da Matteo Thun, particolarmente adatta ai climi mediterranei grazie alla completa copertura frangisole davanti alle vetrate della facciata sud)




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