Casa Fugler, ristrutturare pensando all'efficienza energetica

19 febbraio 2010
Casa Fugler, ristrutturare pensando all'efficienza energetica


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Chi ha detto che solo le nuove costruzioni possono raggiungere elevati indici di efficienza energetica? Molti sono i casi in Italia - soprattutto nel nord - di ristrutturazioni fatti pensando a massimizzare l'efficienza della casa, senza per questo operare alterazioni formali ma anzi mantenendo la struttura e le linee tradizionali delle abitazioni.

Ono splendido esempio di questa filosofia è la casa Fugler, una residenza contadina risalente al 1956 nella campagna di S. Maurizio a Bolzano. La casa è rimasta pressochè inalterata fono alla recente ristrutturazione, con solamente la sostituzione delle finestre avvenuta cinque anni fa. Ma recentemente i proprietari avevano deciso di realizzare un intervento di risanamento energetico, la cui progettazione è stata affidata allo studio Solarraum, finalizzato soprattutto al miglioramento termico dell’involucro edilizio e che rispettasse il forte desiderio dei proprietari di mantenere intatto l’aspetto esteriore del manufatto.

Gli interventi hanno riguardato soprattutto l’isolamento termico delle pareti esterne, del tetto, del solaio verso il piano terra non riscaldato, adibito a magazzino, e la rimozione e nuova costruzione del balcone che, con la sua struttura in calcestruzzo armato, costituiva un ponte termico importante.

Le finestre installate qualche anno fa sono state mantenute, anche se risultano a questo punto la componente meno efficiente del nuovo involucro, con un Uw di 1,30 W/m²K (Uf=1,37 W/m²K,Ug=1,10 W/m²K).

Le pareti esterne sono state coibentate con 25 cm di EPS grigio (trasmittanza termica 0,032 W/mK) in modo da portare il totale della parete da 0,80 W/m²K a 0,11 W/m²K. Particolarmente impegnativa è risultata la coibentazione dell’erker, data la sua forma particolare così come l’isolamento dell’architrave arcuato delle finestre, che doveva essere conservato per poter avere, anche dopo il risanamento, lo stesso aspetto caratteristico delle facciate. Per questo in corrispondenza dell’architrave si è optato per un materiale isolante minerale (silicato di calcio) facile da modellare. Con l’aiuto di una sagoma realizzata sulla forma originaria della curvatura questa è stata ripristinata. Anche gli ornamenti in legno presenti fra le finestre sono stati rimontati. Per rispondere alla volontà dei committenti di poter ricollocare sulle finestre le veneziane esterne esistenti, è stato studiato uno speciale telaio in legno che è stato fissato alle finestre e che è stato poi isolato per la riduzione dei ponti termici.

Il tetto è stato coibentato utilizzando fiocchi di cellulosa e pannelli in fibra di legno. Lo spazio fra i travetti, dopo aver collocato un freno vapore, è stato riempito con 18 cm di cellulosa insufflata. Il tutto è stato completato con 12,2 cm di fibra di legno. Nella zona di colmo, che costituisce uno spazio di sottotetto non abitabile, ai bordi inferiori dei travetti sono stati fissati e incollati dei pannelli OSB in modo da consentire anche in questo ambito l’insufflaggio della cellulosa. In questo modo si è potuta migliorare la trasmittanza termica di tutto il tetto portandola a 0,14 W/m²K. Per completare il concetto di involucro riscaldato è stato isolato termicamente anche il solaio sopra il piano terra, posando 15 cm di EPS con grafite (trasmittanza termica 0,032 W/mK) sul lato inferiore.

Condotti ed installazioni sono stati trattati con particolare cura. Basandosi sul calcolo agli elementi finiti dei ponti termici e delle temperature superficiali sulla faccia interna dell’elemento costruttivo si è anche deciso di rimuovere il balcone in calcestruzzo armato sul lato sud. Al suo posto è stato realizzato un nuovo balcone in legno separato termicamente dall’edificio. Anche in questo caso è stato sviluppato un nuovo dettaglio in modo da consentire un perfetto taglio termico.

Alla fine della ristrutturazione il fabbisogno termico per riscaldamento è stato ridotto dagli iniziali 200 kWh/m²a a circa 40 kWh/m²a: questo significa un risparmio sui costi per il riscaldamento di circa l’80%. Se in un prossimo futuro la famiglia Furgler deciderà di installare un impianto di ventilazione controllata allora il fabbisogno termico per riscaldamento potrà essere ulteriormente ridotto e l’edificio potrà raggiungere facilmente lo standard CasaClima A. Dal punto di vista dell’efficienza energetica complessiva l’edificio si colloca ora, con i suoi 6 kg di CO2/m²a, di solo 1kg di CO2/m²a sopra il limite per il raggiungimento della classe Oro.



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