Una casa che produce sei volte l'energia che consuma, ma siamo davvero sicuri?

24 maggio 2011
Una casa che produce sei volte l'energia che consuma, ma siamo davvero sicuri?


Clicca per ingrandire
Leggendo i giornali negli ultimi anni sembrerebbe che oramai l'uso di energia prodotta con combustibili fossili sia limitato a pochi nostangici reazionari. Progetti di auto elettriche sono esposti a tutti i salori internazionali, ed il settore dell'edilizia sforna case ecologiche una dietro l'altra, ciascuna capace di consumare meno e produrre più energia della precedente.

L'ultimo annuncio viene proprio dall'Italia, e si riferisce al progetto MED in Italy, che coinvolge l’Università di Roma Tre e il Laboratorio di disegno industriale dell’Università La Sapienza. Noi che ci occupiamo di case prefabbricate e case passive da anni abbiamo seguito tutta l'evoluzione del percorso che ha portato ad edifici con consumi estremamente limitati, consapevoli però che le case passive non hanno ancora le caratteristiche necessarie per una diffusione di massa, con grossi limiti di surriscaldamento estivo e necessità di una particolare esposizione per poter essere funzionali (non è possibile costruire una casa passiva se la facciata è esposta a Nord...).

Proprio per cercare di risolvere questi problemi sembra sia nato il progetto MED in Italy, e fino a qui siamo d'accordo che si tratti di un'iniziativa interessante: progettare case a basso consumo per il clima mediterraneo è certamente giusto, e gli sviluppi potrebbero portare beneficio a tutta l'edilizia nel nostro paese.

Quello che non riusciamo proprio a digerire sono gli annunci roboanti quanto poco veritieri, come appunto dichiarare che questa casa produce sei volte più energia di quella che consuma. Non che non sia tecnicamente fattibile: basta spendere un sacco di soldi e riempire il tetto di pannelli solari e più o meno qualunque casa (con molto spazio sul tetto...) può produrre un bel po' di energia elettrica, ma a quale costo? Una casa sostenibile non è semplicemente una casa che consuma poco o produce molta energia elettrica da sistemi fotovoltaici; se il costo in termini di risorse dell'isolamento aggiuntivo supera quello del risparmio energetico, l'operazione diventa di facciata piuttosto che di sostanza, e la tecnologia dei pannelli solari è per adesso talmente poco avanzata da avere un rendimento paragonabile a quello (bassissimo) di un'auto con motore a combustione interna...

In questo caso i progettisti dichiarano che la differenza positiva di energia prodotta riesce a compensare in due anni l’energia usata per la produzione, il trasporto e l’assemblaggio dei componenti del prototipo. Il materiale stampa del progetto purtroppo non spiega come tutta questa energia possa essere prodotta, considerando anche le ridotte dimensioni della casa (soli 47mq) che non può certo disporre di grandi spazi sul tetto con la giusta esposizione.

Insomma, è cosa buona e giusta cercare di ottenere un po' di visibilità sui media, anche perchè i progetti di ricerca nel settore dell'edilizia sostenibile meritano attenzione, ma se ci si butta in una corsa a chi "spara" il titolo più ad effetto si rischia di anestetizzare la percezione del pubblico, che oramai non crede più a queste cose. Anche perchè gli impianti fotovoltaici costano più o meno quanto dieci anni fa, e producono più o meno la stessa (poca) energia.

Sito del progetto:
http://medinitaly.eu





comments powered by Disqus