La certificazione energetica, perché

24 settembre 2007

di Sergio Mammi, presidente ANIT

Quando si parla di risparmio energetico e di interventi per ottenerlo, compreso quello di etichettare l'edificio per certificarne l'efficienza, viene sempre evocato lo spettro dei costi.

In realtà si tratta di un investimento, non di un costo.

I costi del combustibile aumentano, aumentano i costi ambientali e sociali, non è difficile dimostrare la convenienza di questo genere di investimento. La verità è che questi investimenti debbono venir sostenuti dal costruttore che tende a considerarli soltanto come costi: non ha la forza e la motivazione per venderli all'utente come miglioria dell'immobile.

Potrebbe farlo se fossero dimostrati dalla certificazione energetica, dalla pagella dell'edificio. Lo stesso vale per chiunque voglia vendere la propria casa.
Il DLGS 192 presenta qundi un significativo  passo avanti perché introduce un meccanismo di valorizzazione oltre che di controllo effettivo sull'attività edilizia.
La certificazione non è solo un atto formale, che viene redatto al solo scopo di aumentare gli adempimenti burocratici.

In questo caso a nessuno servirebbe o interesserebbe conoscere la classe di efficienza del proprio edificio La certificazione non è solo uno strumento di controllo.
Altrimenti avrebbero  ragione i costruttori a temere questo strumento. Del resto in questi anni non sempre tutti i costruttori si sono contraddistinti per i loro comportamenti virtuosi ad esempio in tema di rispetto della legge 10.

I proprietari/ acquirenti dovrebbero invece apprezzare la certificazione perché sarebbe una assicurazione di qualità dell'alloggio acquistato.
A non essere contenti invece gli avvocati, diminuirebbe infatti il contenzioso su muffe, condense, e quant'altro.

La certificazione è attribuire una classe di merito all'edificio. Il costo della certificazione è un investimento e un riconoscimento.

Un investimento perché guida le scelte del proprietario verso una gestione più attenta o meglio ancora verso un piano di investimenti per migliorare la classe. La certificazione diventa cioè il primo passo, quello conoscitivo, in un percorso virtuoso che porterà il proprietario a effettuare investimenti con un ritorno altissimo. Un isolamento termico ad esempio ha un rendimento del 10-12% anno: interesse che nessuna banca o bond gli riconoscerà mai. E' anche un riconoscimento del valore intrinseco dell'immobile e non è poco.

Infine la certificazione è uno strumento di mercato.

L'edificio efficiente con una buona classificazione può valere di più sul mercato. Vale per gli edifici nuovi come per gli esistenti e mette d'accordo tutti perché conviene a costruttori e proprietari, a venditori e acquirenti.




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