Case passive, una tecnologia nata vent'anni fa

10 aprile 2011
Case passive, una tecnologia nata vent'anni fa


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Le case passive sembrano iniziare a trovare spazio nel mondo dell'informazione, che spesso le inquadra come un prodotto dell'ultima tecnologia, ma questo tipo di costruzione in realtà è nata oltre vent'anni fa anche se la sua diffusione al di fuori di ambienti particolarmente ristretti è cosa degli ultimi pochi anni.

La prima casa passiva fu costruita nel 1990, nella cittadina tedesca di Darmstadt. La casa fu il risultato di un progetto messo assieme da tre architetti, assunti per sviluppare un'idea nata da una discussione fra il fisico tedesco Wolfgang Feist ed il professore svedese Bo Adamson, della Lund University; Feist lavorava all'Institut für Wohnen und Umwelt (istituto per la casa e l'ambiente tedesco), e nel corso degli anni aveva lavorato su diversi concetti per ridurre i consumi di un'abitazione. Grazie anche ai finanziamenti offerti dal governo tedesco, i due impiegarono diverso tempo a cercare di mettere insieme un gruppo di specialisti capaci di costruire una casa a consumi quasi zero, che impiegarono diversi anni a sperimentare diverse tecnologie edili, soluzioni architettoniche e materiali, prima di ottenere i risultati sperati.

I settori principali di ricerca forumo soprattutto la disposizione e l'esposizione della casa, i sistemi di riscaldamento e di ventilazione forzata, con i relativi eventuali effetti che quest'ultima avrebbe potuto provocare agli abitanti della casa passiva. Una ricerca metodica, svolta essenzialmente a livello teorico prima di poter mettere in pratica le soluzioni migliori.

Divisa in quattro appartamenti, la casa passiva di Darmstadt ebbe alla fine un costo improponibile per il mercato, ed anche se i risultati ottenuti in termini di risparmio energetico furono eccellenti, il futuro del progetto appariva incerto. Ma la ricerca nel settore non si fermò: nel 1993 fu costruita un'altra casa passiva a Stoccarda, e due anni dopo uno dei maggiori ricercatori americani nel settore del risparmio energetico, Amory Lovins, cominciò a studiare come ridurre i costi di costruzione di questo tipo di abitazioni.

La svolta arrivò nel 1996, con la fondazione del Passivhaus-Institut a Darmstadt, che aveva l'obiettivo di stabilire e promuovere gli standard delle future case passive.

Il resto è storia recente, ed oggi una casa pasiva ha un costo non troppo diverso da quello di un'equivalente casa costruita in edilizia tradizionale, ed anche se i limiti di questo tipo di progetti ne impediscono un'ampia diffusione - soprattutto in Italia dove emergono seri problemi di surriscaldamento estivo - la ricerca sta procedendo verso l'obiettivo finale: una casa a consomo quasi zero, dal costo accessibile e facilmente adattabile a diverse tipologie e locazioni.

Maggiori informazioni:

Passivhaus Institut
http://www.passiv.de/

Passive House Institute US
http://www.passivehouse.us




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