La casa passiva di Marco Biscontin
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Marco Biscontin è un architetto specializzato in progettazione sostenibile, ed in questo articolo vi illustriamo il progetto della sua abitazione, una casa passiva situata nelle vicinanze di Pordenone.
La casa passiva di Marco Biscontin è un edificio unifamiliare realizzato su due piani, che sfrutta il calore della luce solare per mantenere un'adeguata temperatura all'interno nei mesi freddi ed allo stesso tempo è dotato di frangisole per schermare i raggi solari durante l'estate, garantendo un'adeguata ombreggiatura.
Pur seguendo gli schemi progettuali tipici delle case passive, la casa progettata dall'architetto Biscontin vanta una massa termica decisamente maggiore, per prevenire possibili problemi di surriscaldamento alle nostre latitudini e garantire un adeguato raffrescamento naturale nei mesi caldi. La realizzazione prevede inoltre l'utilizzo di materiali eco-compatibili, a garanzia della ecosostenibilità del progetto e della salubrità della casa.
L'architetto Biscontin ha usato quindi largamente materiali derivati da risorse rinnovabili o riciclate di origine naturale, ed ottenuti con lavorazioni attente a preservarne la salubrità ed a non introdurre sostanze inquinanti anche nelle fasi di posa o smaltimento.
“Per progettare secondo le regole della Bio-architettura è necessario un atteggiamento aperto" dice Biscontin, "capace di valutare con attenzione e serenità le soluzioni architettoniche, le tecnologie disponibili e le prestazioni offerte dai materiali in rapporto all’insieme delle variabili in gioco. Preservare il valore di un buon modo di costruire è sicuramente un risultato importante, che in questo intervento è stato perseguito con estremo rigore.”
“Per il rivestimento esterno, la scelta di impiegare una calce idraulica naturale è stata dettata dalla consapevolezza delle peculiarità di questo materiale che è non solo performante ma soprattutto “biologicamente vivo”, vale a dire naturale, non inquinato da trasformazioni strutturali che ne abbiano alterato la composizione chimica.”
“Le superfici interne sono invece realizzate con un intonaco di calce aerea su muro di tamponamento in laterizio porizzato in fase di cottura con farina di legno, con spessore 30 cm. Il pacchetto isolante che riveste i paramenti murari è composto da pannelli di sughero autoespanso spessi 18 cm, solidarizzati alla muratura con un collante-rasante impiegato anche per lo strato esterno in malta di calce idraulica naturale, posato su doppia rete incrociata in fibra di vetro.”
Il risultato finale è un'edificio passivo che è in attesa della certificazione da parte del Passivhaus Institut di Darmstadt, il cui consumo energetico medio è di soli 12 kWh al metro quadro all'anno.
Il progetto della casa passiva di Marco Biscontin è il risultato di una analisi di molteplici fattori, da quelli ambientali, a quelli climatici oltre che energetici e biologici. L'obbiettivo è stato quello di costruire rispettando l'intorno, la natura, e cercare di progettare conscio di avere la responsabilità di operare in un settore colpevole dei maggiori inquinamenti e sprechi energetici rispetto a qualsiasi altra categoria.
Il progetto
L'edificio è pensato a due livelli entrambi fuori dal terreno naturale ma a ridosso del terreno di riporto previsto sul lato sud. Tutto il piano terra è adibito ad accessori mentre lo spazio abitabile si trova al primo piano ad una quota di maggiore sicurezza dalle esondazioni; sia la storia che la stessa cartografia vigente, confermano la totale sicurezza della zona.
La necessità di creare due livelli, comunque, si sposa con la tipologia delle unità unifamiliari della zona presenti perlopiù a due livelli o seminterrato e piano rialzato. Onde evitare coni d'ombra nel periodo invernale nella casa a nord, l'abitazione è traslata verso sud ben oltre la distanza minima prevista. Il volume risulta appoggiato su setti e pilotis e coperto da una “soletta” curva che termina in corrispondenza della veranda a sud.
Tale composizione volumetrica consente, al piano terra, di non avere vuoto sanitario e quindi nessun cassero a perdere in materiale riciclato; il primo piano risulta coperto sia da un solaio piano che dalla copertura curva con lamiera aggraffata: tale soluzione consente di evitare guaine di ogni tipo oltre ad essere uno schermo naturale nel periodo di maggiore irraggiamento (periodo estivo). Il volume a punta, che fuoriesce dalla copertura, consente ed enfatizza il posizionamento del captatore solare.
L'edificio è pensato con struttura intelaiata e solai in legno massiccio ottenendo da un lato libertà progettuale e dall'altra pesi ridotti ai fini sismici. All'edificio si accede da nord da un percorso pedonale ed uno carraio; mentre il percorso che porta all'ingresso dell'abitazione è in pietra, l'accesso ai garage e, tutta la zona di manovra a nord del lotto, è pavimentata con masselli drenanti; questo, e la decisione di posizionare un silos (di recupero) per il recupero delle acque piovane, consente di non appesantire ulteriormente il carico della condotta meteorica.
Al piano primo, si accede sia da una scalinata riparata dallo sporto del tetto che da una rampa posta sul confine ovest. L'ingresso risulta posizionato sulla fascia centrale che divide la zona giorno dalla zona notte e risulta caratterizzato da una doppia altezza che comprende parte del soggiorno. Una curva delimita la zona notte ed al tempo stesso accompagna lo sguardo verso la zona giorno totalmente open-space; sempre dall'ingresso si percepisce, dalla vetrata, l'ampia veranda coperta affacciata sul Parco del Noncello. Perno del progetto sia architettonico che energetico è la stufa in refrattario che grazie alla sua posizione strategica domina lo spazio giorno e risulta determinante nell'economia energetica del fabbricato. La sua forma squadrata, con la porticina di vetro che consente la vista della fiamma, lo spazio adibito alla cottura dei cibi e una nicchia che rappresenta una sorte di chaise longue al negativo rendono tale stufa elemento fondamentale del quotidiano dell'edificio.
La zona giorno, ripartita fra cottura, pranzo e salotto trova un corrispettivo in veranda cioè una sorte di zona giorno all'aperto direttamente collegata da una grande vetrata con due grandi porte scorrevoli e due, più piccole, fisse. Una così grande apertura vetrata consente un notevole guadagno termico nel periodo invernale anche grazie al pavimento massivo della zona giorno; nel periodo estivo, invece, lo schermo fisso e quello mobile della veranda, consentono di avere tutta la facciata sud ed ovest in perfetta ombra e quindi al riparo dal tipico surriscaldamento estivo.
Alla zona notte si accede dal corridoio adiacente la stufa che distribuisce alle camere e ai bagni della zona notte. I bagni risultano posizionati in un'area molto ristretta per consentire una distribuzione razionale degli impianti e un utilizzo degli stessi come spazio cuscinetto dal punto di vista acustico.
Se la camera padronale è rivolta a est, le altre camere hanno aperture rivolte a nord per consentire una illuminazione diffusa al tavolo-studio lungo la parete nord.
Aspetto biologico ed ecologico
Il progetto è stato preceduto da accurate indagini sull'inquinamento acustico ed atmosferico della zona, e sono stati utilizzati materiali fonoisolanti e tecniche adeguate per l'isolamento dei pavimenti (che sono galleggianti con discontinuità strutturale degli elementi di separazione verticale e orizzontale).
Ovviamente è stata posta la massima attenzione all'orientamento dell'edificio sull'asse bioclimatico, anche per favorire l'illuminazione naturale degli ambienti. Sono stati utilizzati vetri con elevato fattore di trasmissione della radiazione luminosa, mentre gli ambienti e le aperture sono stati distribuiti ed ottimizzati per ottimizzare l'apporto di luce naturale.
Per ottenere il massimo comfort termoigrometrico è stata controllata la condensa superficiale attraverso un elevato isolamento termico dell’involucro opaco e trasparente, e sono stati previsti sistemi di controllo della temperatura che consentano diverse temperature in relazione alle caratteristiche degli ambienti e delle attività che vi si svolgono per evitare la monotonia termica.
Il riscaldamento è basato su un captatore solare ed una caldaia con combustibile di derivazione vegetale (legna o pellets).
La casa dispone anche di un sistema di captazione, filtraggio ed accumulo delle acque meteoriche, che vengono impiegate per l'irrigazione del verde e lo sciacquone dei bagni.
Materiali utilizzati
Struttura telaio in c.a., privo di additivi chimici e ceneri volanti;
Tamponamenti in laterizio porizzato farina di legno (30cm);
Isolamento a cappotto in sughero espanso privo di collanti (18cm);
Intonaci a base di calce aerea privo di cemento e qualsiasi additivo chimico;
Solai in legno massiccio;
Isolamento fra i travetti (per tutta l'altezza) con sughero granulare sia nel primo che nel secondo solaio;
controsoffittatura con pannelli fibra di gesso;
pavimento a secco con perlite, fibra di legno, fibra di gesso;
pavimento in legno massiccio chiodato;
pavimento veranda in doghe di larice non trattato;
copertura in alluminio;
pavimentazione esterna con masselli drenanti.
Maggiori informazioni:
Architetto Marco Biscontin
www.marcobiscontin.it
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