Case: i vantaggi della prefabbricazione

03 aprile 2009
Case: i vantaggi della prefabbricazione


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La costruzione di un’intera abitazione “fuori dal cantiere” è certamente l’aspetto più sorprendente delle case in legno, pur causando le maggiori perplessità nel potenziale acquirente,  il quale non ha certo l’intenzione di mettere i risparmi di una vita destinati alla casa in una scatola di legno e cartongesso.

Assodato dunque che affidarsi al legno al posto del confortante mattone è senz’altro una scommessa, rimane da comprendere se indirizzare la scelta verso i sistemi “fertighaus” rispetto alla costruzione in opera nel cantiere.

Usualmente nell’accezione comune il concetto di prodotto “artigianale”, fatto a mano, è sinonimo di qualità, in contrasto con quello industriale, realizzato in serie in una catena di montaggio, freddo e impersonale.
Se ci riferiamo ad un settore come quello alimentare questo può essere vero e certamente un dolce di pasticceria non è raffrontabile con merendine o biscotti, anche di marca.

Nondimeno è essenziale comprendere come il perché della prefabbricazione e come tale processo di produzione venga attuato per capire come l’amore per la buona costruzione, il mestiere e la sapienza nell’utilizzo del legno e dei materiali siano alla base della realizzazione di queste abitazioni.

L’uomo e le macchine interagiscono per rimuovere l’errore umano, causa nel tempo di problemi strutturali e infiltrazioni di umidità, ma principalmente ad ottimizzare l’efficienza energetica della costruzione. Infatti è sufficiente un piccolo punto debole nell’isolamento per abbassare di molto le capacità coibenti dell’edificio. La costruzione in legno “in opera” può rassicurare il cliente, ma appare poco razionale nell’ottica di ricercare il rendimento termico massimo. Le carenze sono inevitabili e non è possibile illudersi di conseguire il medesimo livello isolamento delle case prefabbricate. Oltre agli assemblaggi millimetrici garantiti dal processo meccanizzato, non vanno trascurati i successivi test di tenuta che possono svelare possibili discontinuità. Il tutto avviene chiaramente con un meticoloso controllo manuale. Le pareti escono dalla fabbrica praticamente finite, serramenti compresi, con la sicurezza che ogni abitazione sia indistinguibile qualitativamente dalle altre.

Si giustificano così i 30 anni di garanzia che le aziende del settore possono offrire, in chiaro contrasto con le insicurezze di un cantiere in opera, laterocemento o legno che sia, con grandi difformità qualitative tra una realizzazione e l’altra.

Lo scadimento generale dell’edilizia tradizionale, in particolare del livello della manodopera, connesso al generale aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, ha ulteriormente diminuito il livello qualitativo medio dei nostri cantieri.

La pre-costruzione è senz’altro una risposta rilevante all’esigenza di trasformare il settore dell’edilizia verso la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica.

Rimane comunque un’idea di costruzione che fatica a posizionarsi nel nostro paese, rallentato da barriere culturali e da resistenze psicologiche solo in parte comprensibili. Non aiuta l’atteggiamento esplicitamente avverso alle case in legno della stragrande maggioranza degli operatori del settore in posizione dominante. Un’apertura è da ricercare solo in quei tecnici, spesso giovani e preparati, che hanno deciso di approfondire con passione la bioedilizia come scelta etico-professionale.

Arch. Paolo Crivellaro



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