La casa di legno supera la prova del fuoco

28 dicembre 2007

Nuovi e incoraggianti risultati per il progetto Sofie coordinato dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Cnr e finanziato dalla Provincia di Trento. Un edificio ligneo di tre piani supera la prova d’incendio effettuata presso i laboratori giapponesi di Tsukuba

Dopo il test antisismico del 2006, una nuova prova di resistenza è stata eseguita sulla “casa Sofie”, un edificio a tre piani realizzato interamente con legno trentino proveniente da foreste certificate e costruito con il sistema X-Lam (‘cross laminated timber’, pannelli di tavole di legno incollate a strati incrociati), studiato dai ricercatori dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Consiglio nazionale delle ricerche di San Michele all’Adige (Tn).

“La casa Sofie è stata sottoposta a una prova di incendio reale presso il Building Research Institute di Tsukuba in Giappone”, spiega Giovanna Bochicchio, responsabile del laboratorio di comportamento al fuoco dell’Ivalsa-Cnr. “Il test ha dimostrato che un edificio realizzato con il sistema X-Lam, completo dei materiali costruttivi di rivestimento tradizionali, può resistere a un incendio della durata di un’ora conservando le sue proprietà meccaniche e lasciando inalterata la struttura portante, senza causare serio pericolo agli occupanti. L’edificio è stato sottoposto a un carico di incendio doppio rispetto a quello normalmente presente in una camera d’albergo. In una stanza posta al primo piano, dotata di due finestre semiaperte e una porta tagliafuoco chiusa, è stato inserito un letto e altre riproduzioni di arredo. Una volta che l’incendio si è pienamente sviluppato, le fiamme sono fuoriuscite dalle finestre, lambendo le pareti esterne, ma le strutture dell’edificio sono state interessate solo marginalmente dall’evento, mentre fumo e fuoco non si sono propagati alle camere vicine e agli altri piani. La prova ha quindi confermato gli esiti eccellenti dei test preliminari già effettuate presso il nostro laboratorio”.

L’aspetto della resistenza al fuoco degli edifici di legno viene studiato con estrema attenzione dagli addetti al settore, visto che rappresenta uno dei problemi principali che ne limitano fortemente l’apertura al mercato edilizio. “La prova di oggi dimostra in maniera inequivocabile”, rileva con soddisfazione la Bochicchio, “che un edificio a struttura portante di legno, modernamente progettato e realizzato, non è maggiormente soggetto al pericolo di incendio di altri edifici. Ciò vale in particolar modo per la tipologia costruttiva considerata dalla nostra ricerca, che prevede, negli  edifici reali, il rivestimento della parete di legno con strati di materiali isolanti e incombustibili. è vero che altri prodotti usati in edilizia di per sé non sono infiammabili, ma sotto l’azione termica alterano le proprie caratteristiche meccaniche, compromettendo la stabilità della struttura”.

Affermazioni condivise anche da Roberto Lenzi, funzionario dei Vigili del Fuoco della Provincia di Trento, e dal direttore di IVALSA, Ario Ceccotti, presenti all’esperimento in Giappone. “La prova”, afferma Lenzi “ci ha permesso di capire che questo tipo di tecnologia non è particolarmente sensibile all’incendio e può considerarsi altrettanto sicura di altre”. E non è un caso se gli edifici in legno siano ben visti dai Vigili del fuoco più esperti, poiché danno la possibilità di prevedere i tempi di cedimento e di programmare in tutta sicurezza l’evacuazione”.

“L’esito positivo della prova”, prosegue Gianluca Salvatori, assessore alla programmazione, ricerca e innovazione della Provincia di Trento, che ha finanziato il progetto, “rappresenta un ulteriore conferma della validità del progetto Sofie, Sistema cOstruttivo FIEmme, e dell’ottimo lavoro svolto. Le case in legno si inseriscono in modo coerente nel più ampio progetto di investimento della Provincia autonoma di Trento nella bioedilizia.”
La “casa Sofie” era già stata sottoposta nel luglio 2006 a una serie di prove sismiche presso il National Institute for Earth Science and Disaster Prevention (NIED) di Tsukuba. L’edificio era rimasto quasi impassibile a una simulazione di 15 terremoti distruttivi, tra cui quello di Kobe del 1995 alla massima intensità, manifestando danni minimi e riparabili con pochi e semplici interventi. Il prossimo luglio, nell’ambito della “Primavera Italiana 2007”, il grande evento culturale e scientifico organizzato dall’Ambasciata Italiana in Giappone,  un’altra casa Sofie, questa volta di sette piani, sarà sottoposta - prima assoluta su un edificio di tali dimensioni - ad altre sperimentazioni sismiche presso la piattaforma di Miki, la più grande al mondo.

Oltre al fuoco e al sisma, il progetto Sofie prende in considerazione anche altri importanti aspetti di un edificio a struttura portante di legno: acustica, risparmio energetico, ciclo di vita dei materiali, durabilità in condizioni termoigrometriche severe, architettura biocompatibile, approvvigionamento del legname da foreste gestite secondo criteri di sostenibilità. Lo scopo è, oltre al naturale progresso delle conoscenze, quello di fornire linee guida a tutti gli operatori della filiera produttiva foresta-legno-edilizia.




comments powered by Disqus