Una parete che fa risparmiare e guadagnare spazio

14 ottobre 2008
Una parete che fa risparmiare e guadagnare spazio


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Vorrei accennare brevemente ad un argomento curiosamente sottovalutato da chi sta decidendo se realizzare la propria futura abitazione in muratura tradizionale o in prefabbricato ligneo. Spesso il primo parametro che viene preso in considerazione è il classico prezzo al mq.

Dando per scontato che si abbia l’accortezza di considerare un costo “al grezzo”, escluse le finiture, si tratta di una raffronto ovviamente necessario, a patto di paragonare con onestà abitazioni in qualche modo confrontabili tra loro.

Se ci avviciniamo al mondo delle case in legno prefabbricate è evidente che ricerchiamo un’abitazione che abbia determinate caratteristiche ecologiche e di coibenza termica, oltre a tempi di costruzione veloci e costi certi.  Dunque la casa in mattoni che dovremo prendere necessariamente in considerazione dovrà essere realizzata con materiali di ottima qualità da un’impresa di costruzioni preparata nel settore delle costruzioni a risparmio energetico, con maestranze esperte in grado di evitare ponti termici, serramenti con vetri bassoemissivi in grado di difenderci da caldo e freddo, un tetto magari ventilato con un pacchetto isolante biologico di spessore adeguato e ovviamente un muro esterno “importante” a doppia parete di mattoni alveolari con isolamento interno (meglio se naturale) e cappotto esterno di adeguato spessore.  In tutti gli altri casi si tratta di un raffronto improponibile, contro il nostro stesso interesse.

E poiché siamo persone informate, chiediamo alla nostra impresa di fiducia o al nostro tecnico di prepararci un capitolato per una abitazione che possa rientrare in una classe di certificazione energetica alta e che faccia risparmiare energia.

Prendendo come riferimento Casa Clima, che è l’ente di certificazione (con sede a Bolzano) più conosciuto in Italia, senza entrare nei dettagli tecnici, mi limito a dire che per rientrare in una classe B, ormai standard minimo in Alto Adige, è necessario aumentare lo spessore del muro di conseguenza.

Come esempio, prendiamo una classica abitazione unifamiliare su due piani di 160 mq. di superficie lorda complessiva e proviamo a comparare le due possibili alternative costruttive, supponendo ragionevolmente che il prezzo finale sia identico. La nostra impresa di costruzioni tradizionale ci prospetta un muro da cm.50 di spessore (valore più che realistico), mentre la casa prefabbricata non supererà i 30 cm.

A parità di costi, nel primo caso avrò una sensibile diminuzione della superficie utile, che per l’abitazione in questione corrisponde a mq.14 sui due piani. Ovvero la metratura di una camera matrimoniale, che andrà persa dalla superficie di calpestio e pagata all’impresa. Ci troveremo con una casa di fatto più piccola e quella sezione di muro avrà un costo inutile che potrebbe tranquillamente superare € 20.000.

Ma non solo. Molto probabilmente cercheremo di sfruttare la cubatura del nostro lotto sino all’ultimo metro quadro consentito. Ecco che un muro di minor spessore ci permetterà di ricavare il massimo dello spazio, risparmiando anche sull’area da acquistare, aspetto ancora più importante se la casa scelta sarà monopiano.

Ma è possibile fare anche il ragionamento inverso.  Mantenendo fissa la superficie utile, supponiamo di mq.70 per piano, nel caso dell’abitazione tradizionale in laterocemento avremmo una superficie lorda su due piani di mq.176, mentre la casa prefabbricata in legno si limiterà a mq.160. Ben mq.16 che dovremo sempre saldare alla nostra impresa di costruzioni.

Concludendo, invito a valutare con attenzione anche questi aspetti solo apparentemente secondari, quando stiamo per prendere una decisione così importante. Come penso sia evidente, il peso che si ripercuote sul costo finale è tutt’altro che trascurabile.

Architetto Paolo Crivellaro




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