Case prefabbricate e sostenibilità ambientale

06 novembre 2008
Case prefabbricate e sostenibilità ambientale


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L’acquisto di una casa prefabbricata in legno presuppone la volontà del cliente di affidarsi a questo tipo di abitazioni soprattutto per le ottime prestazioni energetiche e il conseguente risparmio economico che garantiscono le abitazioni in legno.

Non secondario è però il fattore ecologico, che per le case prefabbricate deve essere assolutamente preteso come condizione prioritaria.

Oggi sentiamo parlare sempre più spesso di “sostenibilità”, bioedilizia, ecocompatibilità. Termini molto efficaci sotto il profilo del marketing e giustamente sempre più presenti in una società che deve necessariamente fare i conti con una popolazione in costante crescita e con la repentina industrializzazione dei paesi emergenti, soprattutto asiatici.

Il protocollo di Kyoto è il principale trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyoto nel 1997 da più di 160 paesi in occasione ed entrato in vigore nel 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia (gli USA non hanno purtroppo aderito).

Esso prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti, in particolare di CO2, almeno del 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990, nel periodo 2008-2012.

Il Protocollo di Kyoto tratta di problemi che investono la totalità dei settori delle attività umane, quindi il settore energetico, i processi industriali, l'utilizzo di solventi, l'agricoltura, i rifiuti ed ovviamente il settore delle costruzioni, responsabile di gran parte delle emissioni, sia per la produzione che per la gestione degli immobili e a cui si richiede un netto miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici e l’adozione di fonti energetiche rinnovabili.

Le case prefabbricate in legno, altamente isolate, riducono al massimo le dispersioni termiche e la necessità di ricorrere al massiccio utilizzo di energia per il riscaldamento e il raffrescamento, limitando di conseguenza le emissioni di sostanze nocive nell’ambiente. 

La sostenibilità delle abitazioni in legno non si limita alla post-costruzione, ma è appannaggio di tutta la filiera produttiva.  Il processo di realizzazione delle case prefabbricate è infatti un’evoluzione, per quanto sofisticata e meccanizzata, della tradizionale carpenteria in legno e lo stesso materiale impiegato viene continuamente rinnovato con una rigorosa piantumazione di alberi, mantenendo inalterato l’equilibrio naturale delle aree di raccolta, in evidente contrasto con la deforestazione indiscriminata di molte altre zone del mondo.

Chi acquista una casa prefabbricata in legno deve pretendere inoltre l’utilizzo di materiali sani ed ecologici, dalle coibentazioni alle finiture, dai massetti alle vernici.

Il ricorso a prodotti derivati dalla sintesi petrolchimica dovrebbe essere ridotto al minimo e limitato a parti esterne all’edificio. Una casa naturale non produce esalazioni tossiche, responsabili di molte patologie degli ambienti chiusi, e dona un grande benessere ai propri occupanti.

Il cliente delle case prefabbricate in legno deve sapere che realizzare un’abitazione ecologica non deve rappresentare un extra-costo, ma lo standard minimo da pretendere al produttore.

Se la nostra abitazione in bioedilizia ci viene fatta pagare a caro prezzo come variante di pregio rispetto al capitolato base, è certamente il caso di valutare anche qualche ditta alternativa.

La nostra casa prefabbricata in legno rappresenterà ovviamente solo una piccola goccia nel mare, ma anche un grande gesto di rispetto verso l’ambiente e le future generazioni, perché realizzata con un processo costruttivo a basso impatto ecologico, con un limitato impiego di sostanze chimiche ed in grado di consumare poca energia derivata da fonti fossili (gas ed elettricità, a sua volta ottenuta dalla combustione di petrolio o carbone), soprattutto se dotata di impianti che impiegano intelligentemente energie rinnovabili (solare, biomasse, geotermia).

Architetto Paolo Crivellaro




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