Case prefabbricate in legno e qualità edilizia

06 dicembre 2008
Case prefabbricate in legno e qualità edilizia


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Si sente sempre più spesso parlare di “qualità edilizia”.  Il concetto di qualità, tralasciando gli utilizzi generici che ne vengono fatti, identifica le caratteristiche di un edificio, emettendo un giudizio di valore sui materiali e le metodologie impiegate nella realizzazione, sulle soluzioni tecniche e la durabilità del fabbricato, secondo dei parametri oggettivi e chiaramente misurabili.
Il livello costruttivo delle case in legno prefabbricate è mediamente assai alto ed uniforme su tutta la produzione, in quanto non soggetto a fattori specifici o legati all’iter del singolo cantiere.
L’alto standard qualitativo è garantito, in quanto nulla è lasciato all’improvvisazione, gli errori costruttivi e progettuali sono virtualmente assenti, i materiali naturali ed efficienti. Il risultato è una casa che dura nel tempo, isola da caldo e freddo, dona benessere e confort termico ai suoi occupanti.

A volte chi ha l’occasione di visitare una di queste abitazioni o una casa campione resta un po’ deluso dalla sensazione di fredda sobrietà che viene trasmessa dalle finiture, che può far pensare che si sia risparmiato nella campionatura di porte, pavimenti e rivestimenti.

Gran parte di quegli edifici di lusso che vengono venduti a 4-5.000 € o più al mq nelle nostre città, se venissero correttamente certificati, svelerebbero le proprie lacune costruttive, rientrando in classi energetiche infime. Non a caso si fatica molto a trovare un accordo a livello nazionale per certificare in modo univoco il patrimonio immobiliare. Se dovessimo utilizzare il concetto di qualità edilizia per valutare questi “colabrodi” venduti a peso d’oro per la loro ubicazione e per qualche migliaio di euro di parquet a listoni, non sarebbe necessario sprecare molte parole.

Costruire bene costa parecchio e viene nascosto alla vista, sotto pavimenti ed intonaci. Il cliente finale non sempre è in grado di dare il giusto peso allo spessore di un cappotto esterno, alla presenza o meno di isolanti acustici, alla corretta posa delle impermeabilizzazioni, all’utilizzo di materiali biologici e traspiranti al posto di quelli derivati dalla sintesi petrolchimica.

Durante la realizzazione di una abitazione tradizionale, le difficoltà di formulazione di un preventivo attendibile, costringe in fase di costruzione a tagliare qualche voce del capitolato per comprensibili motivazioni economiche. Immancabilmente i maggiori sacrifici vengono imposti agli aspetti costruttivi, poichè quasi mai chi acquista o realizza in proprio un’abitazione si accontenta di un capitolato medio e di finiture poco appariscenti.  Non a caso nel nostro paese, soprattutto negli ultimi anni e in barba alla crisi economica, si sta spendendo sempre di più per rifinire gli interni dei nostri edifici.

Il “mestiere” del costruire deve necessariamente coniugare innovazione e modernità con cultura e tradizione locale. Le case prefabbricate in legno sono un tipico esempio di come un sistema costruttivo sedimentato, come la carpenteria in legno del nord Europa, abbia potuto innestare elementi di novità al fine di trovare una soluzione efficace alla richiesta di isolamento degli edifici.

Tradizionalmente in passato l’arte costruttiva coincideva con la buona realizzazione tecnica e strutturale dell’edificio, mentre il lavoro di finitura era affare di decoratori, stuccatori, artigiani. La sapienza realizzativa, la conoscenza dei materiali e del loro comportamento era tramandata di generazione in generazione ed affinata continuamente. Nell’odierno mercato immobiliare, piegato alla logica speculativa e del profitto, vige purtroppo la regola dell’apparire, quello che sta sotto la pelle dell’edificio non interessa. Confesso di avere poca simpatia per la domotica e l’impiantistica spinta, mentre trovo molto più interessante come tecnico agire sull’involucro e le sue qualità. In questo senso si può fare molto per progettare soluzioni intelligenti in grado di elevare la qualità della vita di chi risiederà nell’abitazione. A volte si tratta di soluzioni a costo zero, altre ancora richiedono un minimo sacrificio economico, che avrà però un ritorno nel tempo, costituendo un investimento estremamente redditizio e intelligente.

Per cogliere la qualità costruttiva di un’automobile è sufficiente aprire il cofano motore. Alcune macchine presentano ai nostri occhi scenari sconsolanti con fili volanti, una generale sensazione di caos, componenti economiche e approssimazione nel montaggio, altre mettono in bella vista precisione, qualità nei materiali e negli assemblaggi, ubicazioni logiche dei componenti, soluzioni raffinate ed ordine.

Spesso gli abitacoli di queste vetture sono sobri e senza fronzoli, ma sono fatti per durare, con plastiche morbide al tatto, assenza di scricchiolii, accoppiamenti perfetti, materiali di qualità.

Senza parlare di marche automobilistiche in particolare, non si può negare che le vetture tedesche curino oggettivamente più gli aspetti di “sostanza”, che appaiono purtroppo secondari in quelle realizzate in altri paesi europei.

Si tratta di scelte generali, culturali, che non riguardano solo le auto o le case prefabbricate, ma è un approccio qualitativo costante in tutti i campi dell’industria in Germania.  Il cliente tedesco pretende qualità e le aziende costruttive producono di conseguenza prodotti di qualità, da sempre. 
Impariamo dunque a guardare sotto la “pelle” degli edifici e a dare maggior peso alle soluzioni invisibili della nostra abitazione.

Architetto Paolo Crivellaro




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