Il progetto di una casa prefabbricata in legno

19 febbraio 2009
Il progetto di una casa prefabbricata in legno


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Il progetto di una casa in legno tipo “fertighaus”, tipicamente una villetta uni o bifamiliare, richiede chiaramente qualche attenzione in piu’ rispetto ad una pari abitazione tradizionale, ma non deve spaventare il tecnico, che si dovra’ ricordare di dover semplicemente progettare un normalissima casa di abitazione.

Il cliente o la famiglia tipo si accostano alle case di legno attratti in primis dal concetto ecologico e dal risparmio energetico. Tuttavia non si deve dimenticare che si tratta in fondo di un semplice alloggio destinato ad un nucleo familiare e che l’edificio andrà collocato in un preciso ambito urbano.

Non si tratta perciò di una “macchina” per risparmiare energia o di uno chalet montano, ma di una casa da vivere, la cui funzionalità non andrà per nessun motivo sacrificata sull’altare delle varie soluzioni più o meno passive da adottare.

Tuttavia non si deve commettere l’errore di trascurare le potenzialità che la tecnologia concede, svilendo con un progetto poco accorto l’opportunità di realizzare una casa naturale altamente isolata.

Il punto di incontro tra efficienza termica e comodità quotidiana è solo in apparenza banalmente raggiungibile. Un corretto approccio al progetto parte dalla scelta di una pianta semplice e compatta, prosegue con una collocazione degli ambienti secondo l’orientamento dell’edificio, tiene conto degli apporti solari e delle schermature, imponendo l’eliminazione dei ponti termici e degli elementi disperdenti dall’edificio. Conservando intatti, funzionalità, proporzione degli spazi e della forma dell’edificio, cura dei dettagli e scelta delle finiture.

Una casa che solo apparentemente dovrà essere studiata come un’abitazione tradizionale, senza vincolare le scelte, mimetizzando tecniche innovative dietro una forma rassicurante e prestando la massima attenzione a quei particolari progettuali che potranno considerevolmente potenziare il livello di isolamento globale dell’edificio.

Vi è un rilevante aspetto da tenere in adeguata considerazione. Il cliente sovente si rivela un interlocutore preparato che conosce il settore ed ha le idee molto chiare rispetto alle proprietà che dovrà avere la propria abitazione. Un tecnico sensibile ha in questo caso l’opportunità di faticare poco, in quanto il dialogo con il proprio committente risulterà senz’altro reso più semplice dal buon livello di competenza di quest’ultimo nei confronti delle soluzioni tecniche da adottare per realizzare l’abitazione.

Forzare verso scelte distanti da quelle tipiche delle case prefabbricate efficienti risulta senz’altro poco lungimirante e, in definitiva, insoddisfacente sia per il committente che per lo stesso progettista. Resta la constatazione che le case di legno non riscuotono sinora il meritato consenso proprio presso i tecnici, a causa di una politica di promozione da parte delle stesse aziende poco incentivante, sia dal punto di vista divulgativo che dal punto di vista dell’interesse economico (concetto che dispiace ammettere, ma in questo senso le costruzioni tradizionali hanno argomenti assai più attraenti per noi architetti, … per chi vuole intendere).

Per concludere, se scartiamo la scelta di case in legno a catalogo, raccomandabile in moltissimi casi spassionatamente, il progetto personalizzato rimane una scelta interessante se verrà prodotto con corretti principi di ecologia e efficienza energetica, pur confermando che non ha molto senso mirare a soluzioni di tipo completamente passivo come intercapedini o serre solari che, a fronte di un consistente guadagno energetico, vincolano l’aspetto e la vivibilità quotidiana di chi andrà a risiedere nell’edificio, diminuendone la funzionalità e rendendo problematico l’inserimento dell’edificio nel contesto urbanistico territoriale.

Architetto Paolo Crivellaro




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