Caldaie a condensazione: una tecnologia in crescita

30 ottobre 2007
Caldaie a condensazione: una tecnologia in crescita


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La tecnica a condensazione, già da molti anni utilizzata nel Nord Europa, registra ad oggi una crescita imponente e costante nell'intero continente. Per quanto riguarda l'Italia, il volume di vendite segnala un costante trend ascendente: dal 2001 al 2003 è letteralmente raddoppiato e, ad oggi, oltre un terzo delle caldaie vendute sono prodotti a gas; tra queste, una percentuale sempre maggiore si avvale della tecnica della condensazione che, nel 2005, ha dominato il panorama delle caldaie non solo domestiche ma soprattutto da centrale termica. Dati incoraggianti, che permettono di definire le scelte dei consumatori come consapevoli e finalizzate alla ricerca di apparecchi che garantiscano l'economia di esercizio, all'insegna della massima attenzione al comfort, all'affidabilità e alla cura dell'ambiente.

È la scarsità delle riserve di energia tradizionale, collegata ai crescenti costi energetici, a promuovere lo sviluppo di caldaie sempre più efficienti: tra queste spiccano proprio gli impianti che operano con la tecnica a condensazione, da cui deriva l'abbattimento dei costi per il combustibile, dell'emissione di sostanze nocive e del consumo di gas.
Persino le caldaie ad alto rendimento riescono ad utilizzare solo una parte del calore sensibile, disperdendo nell'atmosfera il vapore acqueo generato dal processo di combustione (circa 1,6 kg per mc di gas): la quantità di calore in esso contenuta rappresenta ben l'11% dell'energia liberata dalla combustione.

La tecnologia alla base della caldaia a condensazione prevede invece l'utilizzo del calore contenuto nei fumi tramite la sua trasmissione all'acqua che ne viene riscaldata, secondo il principio dello sfruttamento del calore sensibile e latente dei gas di scarico: l'azione combinata dell'abbassamento della temperatura dei fumi e della condensazione del vapore acqueo permette alla tecnologia a condensazione di restituire l'energia inutilizzata. Nel processo di condensazione infatti i gas combusti ad alta temperatura vengono fatti fluire direttamente lungo i tubi dell'acqua di ritorno che, essendo relativamente fredda, ne provoca la condensa: il vapore acqueo viene quindi raffreddato e trasformato in acqua con la conseguente acquisizione di calore supplementare.

Riferito allo sfruttamento dell'energia di una caldaia convenzionale, la caldaia a condensazione raggiunge così un rendimento globale addirittura superiore all'efficienza ottimale. Una resa inversamente proporzionale alla temperatura di ritorno del sistema di riscaldamento e alla temperatura dei gas di scarico della caldaia: più basse sono entrambe, più alto è lo sfruttamento del calore latente e quindi la quota di sfruttamento del calore di condensazione. Il tutto senza implicare la necessità di ampliare le superfici scaldanti (i radiatori) per favorire basse temperature di ritorno: in nuove costruzioni con isolamento termico ad alta efficienza, mantenendo le usuali grandezze delle superfici scaldanti, è possibile mantenere temperature dell'acqua più basse e condizioni di rendimento davvero ottimali.

Una resa decisamente soddisfacente, cui si associa una serie di vantaggi non trascurabili: un sensibile risparmio di costi, l'utilizzo limitato all'energia effettivamente necessaria, il massimo comfort dall'acqua calda senza tempi d'attesa e - last but not least - il rispetto dell'ambiente. Grazie alle sue caratteristiche costruttive, quando si sostituisce una caldaia tradizionale con una a condensazione è possibile sceglierne una di potenza inferiore, ottenendo subito una prima diminuzione dei consumi pari al 15% circa; il risparmio sul medio-lungo periodo consente inoltre di ammortizzare l'investimento iniziale. Prestazioni ottimali che, con l'utilizzo di impianti che funzionano a bassa temperatura (come pannelli radianti e pannelli solari), rappresentano il miglior risparmio energetico attualmente realizzabile.

Maggiori informazioni:
ATAG Italia

www.atagitalia.com


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