Duecento aziende ogni anno producono 300.000 tra stufe e caminetti

12 dicembre 2007

La Svezia ha annunciato che nel 2020 dirà addio al petrolio per autotrazione e nello stesso anno l’industria tedesca delle tecnologie ambientali avrà superato il fatturato di quella delle macchine utensili. Sempre per il 2020 l’Unione Europea conta di essersi data il 20% di energie rinnovabili in più, con un calo del 20% nei consumi e nell’anidride carbonica rispetto ad oggi. Ma come si possono ottenere questi risultati?

Guardando ai consumi energetici italiani si vede che le circa 19.800.000 famiglie ne sono responsabili per quasi un terzo: 53 Mtep all’anno su un totale nazionale di 147 (dati 2005). Per questo trovare soluzioni alternative a metano e gasolio potrebbe far ridurre del 30% i consumi domestici, ossia del 10% la bolletta energetica italiana.

Per chi non ha la possibilità di costruire la casa biocompatibile dotata di serra cattura- calore, raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana, sistemi di recupero del calore dal terreno, pareti in legno isolanti e altri accorgimenti, i biocarburanti e i pannelli solari rappresentano alcune tra le soluzioni possibili. Ma i loro costi non vanno sottovalutati. I pannelli solari usati per produrre acqua calda (3-4.000 euro di spesa), consentono un risparmio che si ripaga in un periodo che varia da 4 a 20 anni; inoltre per rispondere al fabbisogno di acqua calda delle famiglie (3,2 Mtep/anno) servirebbero 41 milioni di mq di pannelli, ossia il doppio di quelli installati in tutta Europa! Pannelli capaci di riscaldare anche gli ambienti hanno poi costi decisamente importanti: dai 12.000 ai 20.000 euro.

Le biomasse agricole con cui oggi si ottengono 4 Mtep di energia, risultano insufficienti al fabbisogno termico delle famiglie e inoltre la produzione di biodiesel richiede enormi superfici coltivate a soia o mais, con grande dispendio di acqua irrigua in un periodo in cui scarseggia fortemente.

Molto meno costoso, invece, è ricorrere all’energia della legna, come propone Aiel, Associazione Italiana Energie Agroforestali, ricordando che ogni anno nel nostro paese si impiegano 20 milioni di tonnellate di legna da ardere, pari a 5 milioni di tonnellate di petrolio (5 Mtep). L’utilizzo di questa fonte alternativa è affidata a caldaie, stufe e caminetti. La produzione di stufe e caminetti a legna è pari a 840 milioni di euro (dato 2006) con un export di 176 milioni e 5.250 addetti. Annualmente si producono 300.000 tra caminetti e stufe a pellet, 230.000 caminetti a legna e 90.000 stufe a legna. E tra le 200 imprese attive, dieci presentano una produzione che va dai 10 ai 68 milioni di euro. Sempre più famiglie - 4 milioni e mezzo, in crescita- scaldano casa con la legna, consumando ogni anno 12 milioni di tonnellate di legname. Ma non sono solo i piccoli impianti domestici a funzionare bruciando legna e derivati: esistono anche centrali condominiali, impianti aziendali e perfino centrali elettriche (in Valtellina, ad esempio) alimentate, non più da fonti fossili, ma dal legname.

In quanto al patrimonio da cui attingere, va detto che il volume della biomassa boschiva italiana (inventario nazionale del 1985) è circa di un miliardo di metri cubi (quasi pari a quello tedesco) e che il 58% della superficie boschiva è finalizzato alla produzione del legno.

Sulla validità delle moderne attrezzature non ci sono più dubbi: la combustione negli  impianti del Duemila consente rendimenti dell’80% con emissioni ridotte e grande convenienza economica: a parità di energia prodotta, ai 52 centesimi di euro di un litro di metano e agli 83 di un litro di gasolio corrispondono, per la legna da ardere 50 centesimi, per il pellet 36 e per un cippato medio soltanto 19 centesimi.

Saranno questi i temi della grande esposizione internazionale che la Fiera di Verona proporrà dal 24 al 27 gennaio 2008 con la sesta edizione biennale di Progetto Fuoco, mostra-convegno leader mondiale del settore. Vi saranno presenti su 50.000 mq 400 aziende di 18 paesi e convegnisti internazionali invitati alle giornate di studio curate da associazioni, enti, università. E un apposito settore espositivo verrà dedicato proprio ai gran impianti.




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