Bioarchitettura, un convegno a L'Aquila ad un anno dal sisma

26 marzo 2010
Bioarchitettura, un convegno a L'Aquila ad un anno dal sisma


Clicca per ingrandire
Bioarchitettura: l'etica di tecnologie e materiali innovativi, l'esempio di Onna. Questo il titolo di un convegno che verrà organizzato il 9 aprile 2010 a L'Aquila, ad un anno dal disastroso sisma. Presso la sede ANCE in viale A. De Gasperi 60, il Gruppo Giovani Imprenditori Edili ANCE L‘Aquila in collaborazione con Onna Onlus, l'Istituto Nazionale di Bioarchitettura e Ecofficina intendono fare il punto della situazione e per aprire
una finestra sul futuro. Cosa è stato fatto e cosa è ancora da fare per la ricostruzione.

Oggi la preoccupazione in edilizia è principalmente concentrata sulle risorse, che è solo uno dei due fattori dell’ecologia; l’altro, quello della salute, rimane spesso sullo sfondo. Ma nella costruzione delle architetture e dei luoghi, accanto e insieme ad una “ecologia della tecnica” è necessaria una “ecologia dei segni”. Infatti, al contrario di quanto è avvenuto in tutto il corso della storia umana - lo dimostrano tutti i centri storici e le periferie di ogni parte del mondo - l’architettura contemporanea risulta inadeguata a porsi come tessuto connettivo culturale e sociale che consenta la percezione di appartenenza ai luoghi, la auto-riconoscibilità di una comunità e, sul piano meramente economico, la durata stessa dei manufatti.

È un processo inevitabile determinato dalle nuove esigenze funzionali oppure si tratta di una scelta ideologica reversibile? Di fatto, al di là delle pressioni del mercato, la progettazione sconta un errore metodologico di base: nell’inseguire un metodo che consenta una correttezza procedurale “dal cucchiaio alla città” (Walter Gropius) continua ad oscillare rispetto ai paradigmi di forma e funzione, che sono autoriflessivi e specifici del design.

I paradigmi propri dell’architettura sono invece lo spazio ed il tempo: il tempo inteso come storia e quindi società; lo spazio inteso come geografia e quindi luogo. L’edificio che non assuma a proprio riferimento questi parametri è, nel migliore dei casi, un bel mobile fuori scala. Solo rapportandoci allo spazio e al tempo utilizzando materiali e tecnologie appropriate è possibile consentire agli edifici di porre radici e a noi e alla società di porre radici in essi. L'anno zero del postsisma deve essere una chance.

PROGRAMMA
ore 15.00 inizio dei lavori
Benvenuto e Saluti iniziali
Maura De Meo, Presidente Giovani Imprenditori Edili L’Aquila
Giuseppe Di Sabatino, Presidente Regionale Giovani ANCE
Massimo Cialente, Sindaco L’Aquila
Franco Papola, Presidente Onna Onlus

Linee guida per la ricostruzione
Gaetano Fontana, Arch. Commissario per la ricostruzione a L’Aquila

La ricostruzione: sfide e opportunità
Gianfranco Totani, Prof. Univ. L’Aquila Bioarchitettura e sicurezza sismica degli edifici
Bertold Burkhardt, Ing. Arch. Prof. Univ. Braunschweig (D)

Il rilancio di un borgo
Christian Schaller, Arch. Colonia (D)

Dalle radici alla conservazione
Joachim Moroder, Arch. e Horst Hambrusch, Arch., Univ. Innsbruck (A)

Aprire una finestra sul futuro, dal segno alla città
Wittfrida Mitterer, Prof. Univ. LUMSA Roma

Soluzioni e tecniche costruttive sostenibili
Giovanni Galanti, Arch. Prof. Univ. Firenze

Il legno e il benessere abitativo
Markus Damiani, Ing. Bressanone

Soluzioni strutturali per l'edilizia sostenibile
Gianluca Fochesato, Ing. Roma

Isolamento e risparmio energetico
Paolo Migliavacca, Ing. Milano

Coibentazione e inerzia termica
Piero Svegliado, Arch. Padova

Sfruttamento della geotermia
Wolfgang Holzfeind, Ing. Bolzano

Moderazione
Giustino Parisse, Caporedattore “Il Centro”, L’Aquila

Nella foto: alcuni esempi di porte e portali di Onna



comments powered by Disqus