Architettura bioclimatica

07 marzo 2006
Architettura bioclimatica


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Troppo spesso si parla di architettura bioclimatica confondendola con la bioarchitettura o l'architettura sostenibile. In realtà l'architettura bioclimatica è un tipo di architettura che ottimizza le relazioni energetiche con l'ambiente naturale circostante, ovvero ottimizza la temperatura interna delle abitazioni riducendo al massimo il consumo di energia attraverso la corretta scelta delle caratteristiche costruttive e strutturali, i materiali impiegati e la disposizione delle superfici vetrate.

L'architettura bioclimatica sfrutta così al meglio gli apporti energetici dell'ambiente esterno alla casa, riducendo sensibilmente o eliminando del tutto il fabbisogno energetico necessario per riscaldare o raffreddare l'edificio.

Non si tratta certo di una scienza moderna, anzi. La bioarchitettura in realtà è sempre stata usata per costruire le abitazioni, e solo da pochi decenni se ne sta perdendo ogni traccia. La storia passata, anche recente, non fa che mostrarci come l'architettura si sia sempre adeguata al clima, realizzando abitazioni (ed utilizzando materiali e tecniche costruttive) assai diverse anche solo fra nord e sud Italia.

Pensiamo ad esempio ai trulli, alle case coloniche toscane, alle baite altoatesine: fino a cento anni fa era normale pensare e costruire in modo radicalmente diverso un'abitazione a seconda del clima. Poi la crescita dell'industria edile ha portato ad una "globalizzazione" delle tecnologie costruttive, utilizzando sempre meno materiali e tecnologie disponibili localmente ed utilizzando invece quelle che era più economico utilizzare, ovvero la "gabbia" di cemento armato ed i tamponamenti in laterizio.

L'abbandono delle antiche tecniche di architettura bioclimatica poi ha avuto una decisa impennata per via dell'esplosione demografica, che ha portato alla crescita selvaggia di intere città con abitazioni costruite senza nessun criterio se non quello di massimizzare il profitto per i costruttori, grazie anche alla crescente disponibilità di energia relativamente a basso costo per riscaldare le case.

L'architettuta bioclimatica rinasce però alla fine degli anni sessanta, a seguito della prima grande crisi energetica, e da lì si è assistito ad una rifondazione di questa disciplina che si è trasformata nella bioclimatica moderna.

Come deve essere una casa ben progettata con l'architettuta bioclimatica:

IN INVERNO
Una casa bioclimatica in inverno deve essere naturalmente calda, grazie ad un isolamento termico ben realizzato ma anche grazie alla capacità di sfruttare al massimo il calore del sole per mezzo di ampie superfici vetrate, che permettano di riscaldare ed illuminare la casa con il minimo dispendio di energia.

IN ESTATE
D'estate una casa bioclimatica deve essere naturalmente fresca, limitando l'esposizione al sole delle superfici vetrate e delle pareti attraverso un'opportuna inclinazione di tetti e pergole pur mantenendo una corretta illuminazione naturale degli ambienti interni, ma soprattutto con sistemi di ventilazione naturale diurni e notturni in grado di smaltire l'eccesso di calore accumulato all'interno della casa.




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