Bioetanolo

20 marzo 2006
Bioetanolo


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Il bioetanolo (anche conosciuto come alcool etilico) è un liquido limpido e incolore che può essere prodotto virtualmente da qualsiasi materia prima contenente zucchero o amido - le sorgenti più comuni sono la canna da zucchero, il mais, il frumento e le barbabietole da zucchero - attraverso un processo fermentativo.

Anche la biomassa cellulosica (proveniente per esempio dalle colture erbacee, dalle colture legnose e dai rifiuti organici) può essere utilizzata per produrre bioetanolo, attraverso tecniche di produzione tecnologicamente più complesse.

Globalmente l’etanolo è uno dei combustibili alternativi per veicoli a motore più diffusi grazie alla sua popolarità nelle Americhe - in Brasile molte automobili funzionano a bioetanolo da canna da zucchero sia sotto forma di alcool puro che miscelato alla benzina.

Le miscele con basso tenore di bioetanolo possono essere utilizzate in motori a ciclo otto senza sostanziali modifiche – la miscela “E10” è composta con dal 10% di etanolo e dal 90% di benzina (prodotto conosciuto all’estero come “gasohol”). Le miscele che contengono un’alta percentuale di etanolo richiedono invece maggiori modifiche al motore che deve essere ricalibrato. Il bioetanolo può essere anche utilizzato in veicoli diesel del tipo “duel fuel” che impiegano sia bioetanolo che gasolio.

L’uso del bio-etanolo come carburante risponde a due problematiche che interessano la sostenibilità della mobilità su strada. Innanzi tutto, c’è l’urgente esigenza di contrastare il riscaldamento del pianeta provocato dal cosiddetto “effetto serra”. In secondo luogo, si devono trovare alternative per superare la nostra dipendenza dal petrolio. Presto le risorse del pianeta non saranno più sufficienti per tenere il passo della crescente domanda ed è solo una questione di tempo prima che si esauriscano del tutto.

Oltre un secolo fa, con l’avvento del processo d’industrializzazione basato sull’uso di fonti energetiche d’origine fossile, l’antico equilibrio naturale del livello mondiale di CO2 ha cominciato a modificarsi. Sebbene con il passar del tempo i processi industriali siano migliorati, le emissioni di CO2 da parte dei mezzi di trasporto sono in continuo aumento e sono considerate una delle principali cause dell’”effetto serra”. Se non si fa qualcosa, le prospettive future sono desolanti. Secondo il World Business Council for Sustainable Development, nei prossimi 25 anni il numero dei veicoli in circolazione è destinato a raddoppiare, soprattutto per via dell’enorme sviluppo della Cina e di altre economie emergenti.

L’uso del bio-etanolo come carburante può servire ad invertire la tendenza ambientale in atto perchè il suo consumo non fa aumentare il livello di CO2 nell’atmosfera. E’ già ricavato per uso commerciale da coltivazioni agricole: in Brasile dalla canna da zucchero e negli Stati Uniti dal granoturco. In Svezia, si sta studiando se è possibile ottenerlo dalla cellulosa presente negli alberi.

Al contrario di quanto avviene con la benzina ed il gasolio, il consumo di bio-etanolo non aumenta il CO2 presente nell’atmosfera perchè le emissioni degli autoveicoli sono controbilanciate dal CO2 eliminato attraverso il processo di fotosintesi. In questo modo il CO2 già presente nell’atmosfera è semplicemente riciclato, mentre l’uso di carburante fossile come la benzina libera nuove quantità di CO2 rimaste sotto terra per milioni di anni.

Una soluzione pratica

Il bio-etanolo è già presente in piccolissime quantità (dal 5% al 10%) nella maggior parte delle benzine che già oggi utilizziamo. Il suo maggiore punto di forza come carburante alternativo consiste nel fatto che è già esistente e disponibile. Non richiede costosi investimenti in nuove tecnologie ed, essendo disponibile in forma liquida come la benzina ed il gasolio, può essere distribuito facilmente attraverso le infrastrutture già esistenti.

Un altro grande vantaggio è che può essere introdotto parallelamente ai carburanti esistenti. Veicoli “flex-fuel”, come Saab 9-5 BioPower, possono funzionare senza alcun intervento da parte del guidatore sia a bioetanolo (E85) che a benzina, mescolati in qualsiasi proporzione. In questo modo, non trovando un distributore di E85, chi guida una vettura "flex-fuel" può mettere in qualsiasi momento benzina nel serbatoio.

Sviluppi europei

L’ultima direttiva dell’Unione Europea sulla tassazione dell’energia, entrata in vigore il 1 Gennaio 2004, invita gli Stati membri ad introdurre sgravi fiscali od esenzioni totali per i bio-carburanti anche se miscelati con altri combustibili. Tale direttiva fa seguito ad una parallela richiesta agli stessi Stati membri di garantire quantità di bio-carburanti sempre maggiori con l’obiettivo di raggiungere il 5,75% del totale nel 2010.

Una maggiore produzione di bio-etanolo in Europa potrebbe rappresentare un vantaggio anche per l’agricoltura. Anziché continuare ad accumulare grandi eccedenze di produzione, gli agricoltori potrebbero contribuire ad un ambiente più pulito ed a ridurre la dipendenza del Vecchio Continente dai carburanti fossili, dedicando vaste superfici alle colture da trasformare.

L’Unione Europea sostiene anche il programma BEST (BioEthanol for Sustainable Transport) che è partito proprio quest’anno. Enti pubblici e grandi aziende di sei Paesi europei (Olanda, Gran Bretagna, Italia, Irlanda, Spagna e Svezia) avranno l’opportunità di provare e di valutare direttamente come si comportano su strada i veicoli a bio-etanolo.




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