Biodiesel

02 maggio 2006
Biodiesel


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Che cos'è il biodiesel?

Il biodiesel è un prodotto completamente naturale utilizzabile come combustibile per il riscaldamento o come carburante per i veicoli a motore, e rispetta le normative UNI 10946 ed UNI 10947.

Il biodiesel, a differenza di gasolio e GPL, proviene interamente da fonti rinnovabili, perchè ottenuto soprattutto dai semi di piante oleaginose ed a grande diffusione un po' in tutto il mondo come il mais. Un ulteriore vantaggio del biodiesel è la sua completa biodegradabilità, infatti le eventuali perdite nell'ambiente si trasformano nel giro di qualche settimana in prodotti derivati assolutamente naturali e non tossici, a differenza dei residui dei normali carburanti derivati dal petrolio.

A differenza di altri combustibili ecologici, come il bioetanolo, il biodiesel garantisce un rendimento energetico pari a quello degli altri combustibili o carburanti fossili, e non ha nessuna controindicazione nell'uso come carburante negli attuali veicoli a motore o come combustibile nelle caldaie, senza pregiudizi per l'affidabilità anche nel lungo periodo.

Come si ottiene il biodiesel?

Il biodiesel è ottenuto dalla lavorazione dei semi di mais, soia e colza (attraverso un procedimento deficini transesterificazione). All'olio ottenuto dalla spremitura di questi semi viene sostituta la componente alcoolica naturalmente presente (il glicerolo) con un altro tipo di alcool (il metanolo). Il procedimento per ottenere il biodiesel è rispettoso dell'ambiente, è non comporta la creazione di scarti di lavorazione tossici o inquinanti. L'unico prodotto derivato dalla transesterificazione degli olii è la glicerina, che trova impiego in molti procedimenti industriali e non si può quindi considerare neppure un prodotto di scarto.

Da cosa si ottiene il biodiesel

Come abbiamo già detto, il biodiesel è prodotto a partire dagli olii di mais, soia e colza, vegetali diffusamente coltivati e che potrebbero essere facilmente impiantati nelle grandi pianure dell'Europa dell'Est. Ma il biodiesel si può ottenere anche riciclando oliii vegetali usati, come ad esempio i residui alimentari dell'industria, che adesso sono impiegati per l'alimentazione animale o smaltiti con gravi danni per l'ambiente.

Come si usa il biodiesel?

Un altro grosso vantaggio del biodiesel è che non richiede nessuna modifica agli impianti attuali per essere utilizzato: si può utilizzare nei motori diesel sia puro che miscelato al normale gasolio per autotrazione, così come nelle caldaie per riscaldamento. Solo nei motori diesel di vecchia produzione sono necessarie anchne semplici modifiche, che consistono essenzialmente nella sostituzione di guarnizioni e condotti in gomma ed un'eventuale ritaratura dell'iniezione, ma solo per utilizzarlo puro al 100%: se usato in proporzione del 30-40% mischiato al gasolio non necessita neppure di questi interventi su nessun tipo di motore, indipendentemente dall'età.

Il biodiesel e l'ambiente

Sicuro da stoccare e da maneggiare, il biodiesel e’ biodegradabile, non è tossico ed è il primo ed unico carburante alternativo, riconosciuto dall’Agenzia per la protezione dell’Ambiente  Statunitense (EPA). Il biodiesel è uno degli strumenti della Comunità Europea per l’approvvigionamento energetico e per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal protocolla di Kyoto.

Il biodiesel è definito dalle specifiche internazionali CEN con la sigla FAME (Fatty Acid  Methyl Esters) con le due differenti caratteristiche di combustibile per uso trazione (prEN14214-UNI10946) e riscaldamento (prEN14213-UNI10947)

La produzione italiana di biodiesel è in costante aumento andando a coprire nel breve termine il contingente di 300.000 tonnellate annue a fronte di una produzione europea di circa un milione di tonnellate annue.

Il biodiesel è la sintesi di un approccio:
Globale – riduzione dei gas ad effetto serra
Locale – riduzione delle emissioni inquinanti emesse nell’ambiente dai combustibili

Benefici sull’effetto serra:
L’uso del biodiesel, se comparato con quello dei combustibili di origine fossile, permette una riduzione delle emissioni gassose prodotte dai motori e ritenute pericolose per la salute. Inoltre consente l’azzeramento del bilancio dell’anidride carbonica. Infatti, la CO2 prodotta durante la combustione di una certa quantità di biodiesel è riutilizzata durante la fotosintesi delle colture destinate alla sostituzione di quella quantità di  Biodiesel. In questo modo, il contenuto di anidride carbonica presente in atmosfera non cambia e vengono limitati tutti gli effetti oggi provocati dai cosiddetti “gas serra”.

Studi indipendenti mostrano che, confrontando l’anidride carbonica emessa durante tutto il ciclo di vita del  biodiesel con quello del gasolio, si ha un risparmio complessivo medio di 2,5 tonnellate di anidride carbonica per ogni tonnellata di gasolio sostituito.

Benefici sulla riduzione delle emissioni inquinanti:
Il biodiesel è un’energia che può contribuire da subito a risolvere le problematiche di inquinamento locale; grazie alla presenza di ossigeno  nella sua molecola (circa l’11%), la combustione risulta migliore, non contiene idrocarburi policicli aromatici, non contiene zolfo e permette una riduzione degli inquinanti e della pericolosità delle emissioni.Da uno studio su motore Diesel alimentato a Biodiesel dell'Health and Safety Institute (organo Sanitario Governativo Britannico equivalente al nostro Istituto Superiore della Sanità) risulta che il particolato fine (PM10) viene ridotto del 58% con una diminuzione del 76% della parte più nociva, quella carboniosa (soot) in quanto più assorbibile durante la respirazione ed anche quella non riducibile dai sistemi catalitici di abbattimento.

Il monossido di carbonio è ridotto del 58% ad alti carichi e i composti aromatici subiscono una diminuzione del 68% riducendo così l’impatto cancerogeno, mentre non si sono riscontrate variazioni sugli altri inquinanti non normati. Questi dati sono in lina con quanto riportato da studi americani convalidati dall’EPA (Environmental Protection Agency).




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