La riduzione di CO2 è inutile per ridurre la temperatura del pianeta

25 marzo 2010
La riduzione di CO2 è inutile per ridurre la temperatura del pianeta


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Le discussioni sul cosiddetto riscaldamento globale sembrano finalmente iniziare a lasciare spazio a dibattiti fra scienziati, e si iniziano a sentire sempre più spesso autorevoli voci che vanno contro quella che sembra essere la religione Gore, come tutte le religioni un atto di fede insindacabile.

Fra qeusti c'è anche Lord Christopher Monckton, che nella sua lunga carriera ha offerto consulenze a governi ed aziende di tutto il mondo. Monckton è attualmente in Australia, un tour che lo vede impegnato in seminari e manifestazioni per spiegare a quante più persone possibile il suo punto di vista sull'argomento. Il tour fa seguito ad un attacco portato a Monckton all'inizio dell'anno dal primo ministro australiano Kevin Rudd, che proprio sulla fondatezza del previsto riscaldamento globale sta basando il suo schema di tassazione ETS, che tante controversie sta suscitando downunder.

Al di là dei vari dati statistici sulle temperature, sullo spessore della calotta polare antartica, o sul numero di orsi polari, l'argomento principale del divulgatore britannico sta nell'inutilità della riduzione delle emissioni di CO2.

Secondo Monckton infatti, se anche le previsioni di aumento di temperatura dovuto alle emissioni di CO2 indicate dalle Nazioni Unite fossero reali (ma secondo molti scienziati in realtà sono almeno sette volte più alte del reale), anche eliminando del tutto le emissioni di CO2 a partire da oggi servirebbero 41 anni per ridurre il riscaldamento di un grado centigrado. Se ovviamente invece i dati degli scenziati "scettici" fossero corretti, anche azzerando completamente le emissioni di CO2 in 41 anni si migliorerebbe solamente di poco più di un decimo di grado centigrado.

Ed ovviamente, eliminare del tutto le emissioni di CO2 non sembra probabile, anche solo per la CO2 emessa con il respiro dagli abitanti di questo pianeta...

Insomma, l'economia mondiale potrebbe essere messa sotto scacco, con una rivoluzione nella distribuzione del denaro senza precedenti, per ottenere nel migliore dei casi una frazione di grado in meno entro qualche decennio.



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