Dal riciclo della plasticasi potrebbero risparmiare 72 miliardi di euro all'anno

16 aprile 2013
Dal riciclo della plasticasi potrebbero risparmiare 72 miliardi di euro all'anno


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Dal riciclo della plastica un risparmio di 72 miliardi di euro all’anno. A tanto ammonta la stima della Commissione Europea se solo i 27 Paesi dell’Unione seguissero e applicassero correttamente le normative comunitarie. Non solo: l’intero settore incrementerebbe il proprio fatturato di 42 miliardi di euro all’anno, creando 400mila posti di lavoro entro il 2020. Numeri che sottolineano l’importanza del riciclo

Il futuro è trasformare il rifiuto in risorsa per riportare in vita materiali già usati e recuperarli per impiegarli nuovamente. Questi gli obiettivi che sono emersi nel Convegno “Plastica e riciclo dei materiali: un’altra via è possibile”, promosso da Eurispes e Federazione Green Economy in collaborazione con il Consorzio PoliEco.

E’ quanto riporta In a Bottle (www.inabottle.it), in un articolo che analizza il valore economico del riciclo della plastica

I dati sul nostro Paese non sono dei più rosei. La Banca Mondiale fa sapere che a livello globale, nei prossimi 15 anni, la produzione dei rifiuti è destinata a raddoppiare. In Italia non riesce a ingranare quel meccanismo virtuoso che le permetterebbe di staccarsi dagli ultimi posti in classifica sulla gestione dei rifiuti: la Commissione Europea, infatti, ha posizionato il nostro Paese al 20° posto sulle 27 nazioni comunitarie. Situazione che potrebbe provocare la perdita degli ingenti finanziamenti europei, tra il 2014 e il 2020, destinati ai Paesi che investono sul recupero e sul riciclo. Inoltre sempre secondo la Commissione Europea, se i 27 paesi dell'Unione si adeguassero alle normative comunitarie si potrebbero risparmiare 72 miliardi di euro l'anno. Il settore della gestione rifiuti e del riciclo incrementerebbe il proprio fatturato di 42 miliardi di euro l'anno, creando 400.000 posti di lavoro entro 2020.

Spiega Enrico Bobbio, Presidente del Consorzio PolieCo: “Il riciclo è la via concreta per una reale green economy, concetto che purtroppo spesso è stato usato impropriamente. I materiali, infatti, consentono una crescita occupazionale superiore di quasi 10 volte a quella prodotta dalle discariche o dall'incenerimento''.

Il problema fondamentale da affrontare è quello di individuare un percorso sostenibile, con l'ausilio di opportuni interventi normativi, attraverso il quale il ''rifiuto'' sia concretamente dissociato dal valore negativo che gli viene comunemente attribuito per assumere una connotazione del tutto diversa: quella di potenziale ''risorsa''. In tema di riciclo, la Direttiva 2008/98/CE e la strategia ''Europa 2020'' hanno incoraggiato la gestione integrata dei rifiuti per avvicinare l'Unione Europea alla cosiddetta. ''società del riciclo''. Tale intervento normativo, nel favorire la realizzazione di una rivoluzione culturale a favore dell'ambiente, ha individuato nel riciclo migliore strumento di separazione e recupero dei materiali. I rifiuti devono essere progettati per il riuso ed il riciclo, in modo da tornare allo status di fine vita risorse, ri-entrare nel ciclo produttivo per la realizzazione di nuovi prodotti. Alla base di questa logica c'è quindi una concezione di ''economia circolare'' in grado di minimizzare gli sprechi ed ottimizzare i rifiuti all'interno di un unico fusso continuo: quello delle risorse.




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