Emissioni di CO2 e consumo energetico nel traffico privato e per il riscaldamento: la Svizzera deve migliorare

15 novembre 2007

Per quanto riguarda le emissioni di CO2 e il consumo energetico nel traffico privato e per il riscaldamento, la Svizzera non è fra i primi della classe in Europa. Al contrario: nel caso delle autovetture, è il fanalino di coda, e anche per gli impianti di riscaldamento è chiaramente dietro ai Paesi scandinavi. Sono queste le conclusioni di uno studio condotto dall'Ufficio federale dell'energia (UFE) nel quadro del proprio programma di ricerca «Basi dell'economia energetica» (EWG), con la partecipazione dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).

Secondo lo studio(1), per quanto riguarda le emissioni di CO2 e il consumo energetico nei settori del traffico privato e del riscaldamento, la Svizzera deve recuperare notevolmente terreno rispetto al gruppo di Paesi europei di riferimento (EU-15). Relativamente al consumo di carburante delle autovetture circolanti vecchie e nuove, la Svizzera totalizza il risultato peggiore. Il nostro Paese è il fanalino di coda anche per quanto riguarda le emissioni di gas serra per chilometro percorso. Nel caso del consumo di energia termica per unità di superficie abitativa, la Svizzera è a metà classifica insieme alla Germania e all'Austria, ma molto dietro i Paesi scandinavi; a causa dell'elevata quota di impianti alimentati con olio da riscaldamento, le economie domestiche svizzere sono fra le peggiori della classe, a livello europeo, per quanto riguarda le emissioni di CO2 pro capite, e anche il settore dei servizi presenta un livello elevato di emissioni di CO2 per metro quadrato di superficie adibita a ufficio. Nei calcoli si è tenuto conto del diverso numero di giorni di riscaldamento nei vari Paesi.

Per contro il settore industriale svizzero, rispetto all'estero e proporzionalmente alla creazione di valore aggiunto (corretta tenendo conto del potere d'acquisto), presenta buoni valori per quanto concerne il consumo energetico e le emissioni di gas serra. Secondo gli autori dello studio, ciò è da ricondurre alla particolare struttura del settore industriale svizzero, caratterizzato da una quota ridotta di comparti ad alta intensità energetica. Per poter valutare in modo differenziato il potenziale di riduzione del consumo energetico e delle emissioni di gas serra in questo ambito, sarebbero tuttavia necessarie analisi dettagliate dei vari comparti e delle tecnologie disponibili.

(1) Studio: «Indikatoren für den internationalen Vergleich des Energieverbrauchs und der Treibhausgasemissionen» [Indicatori per il confronto internazionale del consumo energetico e delle emissioni di gas serra]




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