Bionergy world: Legambiente, 'il biogas da solo non risolve il problema nitrati'

08 febbraio 2008

"Dire che il biogas risolve il problema nitrati è una bufala. Il processo di produzione di biogas da pollina, come da liquami bovini e residui vegetali, va senz'altro incentivato perché è vera energia rinnovabile e valorizza i sottoprodotti agricoli, ma affermare che questo è utile a risolvere il decennale e colpevole ritardo di istituzioni ed aziende agricole rispetto alla direttiva nitrati è tecnicamente falso."

Queste le considerazioni di Guglielmo Donadello, responsabile Agricoltura di Qualità di Legambiente emerse questa mattina nel corso della conferenza stampa "Centrali a biomasse: luci ed ombre" alla Fiera Agricola di Verona. Nell'incontro, tra gli altri erano presenti anche Beppe Croce, responsabile Agricoltura non food di Legambiente,  Davide Sabbadin responsabile regionale Energia ed Agricoltura di Legambiente e Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto per analizzare i rischi del proliferare di centrali a biomasse in Italia e le linee guida per l'elargizione delle somme previste a sostegno di queste infrastrutture.

"Se non trattato, il prodotto residuo del biogas, il cosiddetto "digestato", contiene quantità anche maggiori di azoto e non deve superare i 170kg/Ha per le aree vulnerabili e i 340kg/Ha per le altre aree – ha proseguito Donadello –.  Se sparso sui campi, non allevia per nulla la situazione di acque superficiali e falde acquifere. Le aziende che non abbiano superfici agricole sufficienti allo spandimento dei liquami avranno bisogno di impianti aggiuntivi che lo trattano denitrificandolo."

Tuttavia anche il biogas può contribuire ad alleviare i problemi delle zone inquinate dai nitrati, purchè la parte solida e liquida siano opportunamente trattate in modo da trasformarsi da inquinante delle acque in ammendante che può arricchire di sostanze organiche i terreni per la parte solida o in fertilizzante liquido in altri terreni poveri da azoto. Anche questo tema è stato affrontato nello spazio Bionergie nella Fiera Agricola di Verona in un seminario di Legambiente e del Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia, l'istituto italiano più esperto nel campo dei biogas.

"Non è accettabile sostenere la proliferazione casuale nei vari territori italiani di progetti di centrali elettriche a biomasse da 20-40 o anche più megawatt di potenza, senza sapere che tipo di materia vegetale bruceranno, da dove proviene e su che terreni è stata coltivata – ha dichiarato Beppe Croce, responsabile agricoltura non food di Legambiente –. Spesso questi progetti sono presentati da grandi impiantisti interessati al business dei certificati verdi, ma senza alcun interesse per l'agricoltura e le condizioni di coltivazione e di estrazione delle materie prime vegetali. In questo modo, si rischia di vanificare i benefici ambientali e climatici che le biomasse possono offrire."

Tantissime ancora gli appuntamenti dello spazio Bionergie di Legambiente, CRA, Enea, Arsia Regione Toscana, in collaborazione con CRPA di Reggio Emilia. Domani venerdì 8 febbraio il ciclo di incontri verterà sugli accordi di filiera tra agricoltori e produttori di energia con casi reali di alimentazione di grandi impianti a biomasse tramite risorse locali e di produzione di elettricità con colture dedicate.




comments powered by Disqus