I consumatori svizzeri di elettricità auspicano tariffe uniche

09 settembre 2008

La maggior parte dei consumatori svizzeri di elettricità si mostra solidale circa i prezzi dell'energia elettrica: quasi il 60 per cento degli intervistati è concorde nell'affermare che in Svizzera, in tutte le regioni, devono essere applicate le medesime tariffe per l'approvvigionamento elettrico. Per raggiungere questo obiettivo, il consumatore medio è pure disposto a metter mano al portafoglio. È quanto emerso da uno studio commissionato dall'Ufficio federale dell'energia (UFE) in collaborazione con l'Associazione svizzera delle aziende elettriche svizzere (AES).

Solo un quinto delle oltre 1000 economie domestiche intervistate si è dichiarato a favore di tariffe differenziate, così come vengono definite nello studio pubblicato nel quadro del programma di ricerca dell'UFE Basi dell'economia energetica (EWG). Questa dichiarazione di solidarietà si manifesta anche quando agli intervistati viene posta la domanda sugli eventuali costi supplementari in relazione ad un miglioramento dell'approvvigionamento di energia elettrica nelle regioni rurali. Se si dovessero migliorare oggi le peggiori condizioni di approvvigionamento della campagna, più dell'80 per cento delle economie domestiche non potrebbe immaginarsi che i costi supplementari ricadano esclusivamente sulla popolazione rurale.

Come si presenta in realtà la disponibilità a pagare per avere in tutta la Svizzera tariffe unitarie?  Per specificare questa domanda, nell'ambito del progetto è stato condotto un esperimento particolare nel corso del quale i partecipanti hanno dovuto scegliere tra diverse situazioni di approvigionamento elettrico rispetto a quella attuale. Un peggioramento dello standard odierno di approvvigionamento corrispondeva a una riduzione delle tariffe sulla bolletta dell'elettricità, mentre un miglioramento dell'approvvigionamento era ottenuto con un aumento delle tariffe. L'esperimento ha rivelato che il consumatore medio è disposto a pagare 100 franchi in più all'anno (8 franchi al mese) rispetto alla bolletta attuale per far sì che in tutta la Svizzera si possano applicare le medesime tariffe. Rispetto ai costi medi annuali degli intervistati, ciò corrisponde a un incremento di circa il 12 per cento.

Per un miglioramento dell'attuale tasso di allacciamento alla rete (99%) il consumatore medio non sarebbe però disposto a pagare di più. I risultati riscontrati tra la popolazione rurale rivelano addirittura che il tasso di allacciamento ottimale potrebbe anche essere più basso rispetto alla percentuale del 99 per cento presentata nell'esperimento.

Note positive per l'approvvigionamento elettrico

Circa due terzi delle economie domestiche intervistate si sono dichiarate inoltre molto soddisfatte circa il loro fornitore di energia elettrica. Secondo gli autori dello studio, ciò dipende presumibilmente dal fatto che il 60 per cento dell'approvvigionamento elettrico viene considerato ottimo, malgrado quasi un terzo degli intervistati abbia dovuto accettare, negli ultimi mesi, un'interruzione dell'erogazione di corrente elettrica per un periodo di 15 - 30 minuti.

I consumatori sono coscienti del fatto che si possono verificare interruzioni di corrente. Solo il 12 per cento degli intervistati non accetta neanche una interruzione. Al contrario, il 30 per cento è pronto ad accettare due interruzioni all'anno, mentre addirittura il 20 per cento ammette anche tre interruzioni. Questa accettazione è dovuta probabilmente anche al buon ripristino della corrente assicurato dai gestori della rete. Infatti, la metà degli intervistati si è detta molto soddisfatta del servizio di riparazione. In linea di massima, si accettano interruzioni se il motivo del guasto non dipende direttamente dal lavoro del gestore di rete, come ad esempio in caso di maltempo.




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