Fra dieci anni le case dovranno avere bilancio energetico zero

20 maggio 2009
Detta così sembra più una boutade elettorale, ma la strada potrebbe essere quella giusta. Il parlamento europeo ha infatti approvato una direttiva pensata per eliminare del tutto i consumi energetici nelle abitazioni.

A partire dal 2018, ogni nuova casa dovrà avere un bilancio energetico pari a zero. Questo non significa ovviamente che fra dieci anni potranno essere costruite solamente case passive, visto che questo è tecnicamente impossibile. Alcune tipologie di case si prestano meglio di altre ad essere ottimizzate per quello che riguarda il risparmio energetico, per via della possibilità di scegliere la disposizione ottimale delle stanze, l'orientamento, le finestrature e così via, tutti dettagli difficilmente proponibili ad esempio per blocchi di diecine o centinaia di appartamenti.

Come potrà essere dunque raggiunto questo traqguardo del bilancio energetico pari a zero nelle abitazioni? Teoricamente producendo energia da fonti rinnovabili, anche se la cosa potrebbe non essere così semplice come i deputati europei pensano.

Attualmente ci sono solamente due tecnologie che possono consentire di produrre energia elettrica rinnovabile in un'abitazione. Tralasciamo per adesso le tecnologie per risparmiare energia, visto che comunque - se il bilancio dovrà essere pari a zero - è ovvio che una certa quantità di energia andrà comunque prodotta.

Si tratta del fotovoltaico e del minieolico, ognuna delle quali presenta grossi limiti che rendono difficile pensare ad una vera applicazione di massa entro 9 anni con questi ambiziosi obiettivi.

Il sistema fotovoltaico per adesso risente del limite dell'efficienza e del costo dei pannelli, che comportano inoltre una necessità di posizionamento ben precisa. Difficile immaginare che ogni abitazione possa avere la superficie necessaria sul tetto, disposta con il giusto orientamento e senza ombre provocate da alberi, antenne o altri edifici. Una cosa infatti è avere dei pannelli fotovoltaici per ridurre il bilancio energetico di una casa, altro è pensare di azzerarla del tutto. L'Italia non ha spazi enormi a disposizione dove costruire soprattutto abitazioni singole, le più indicate per sfruttare al meglio l'energia solare, e senza un deciso balzo evolutivo dell'attuale tenologia non vediamo come sia possibile anche soddisfare una frazione del consumo energetico di una palazzina di appartamenti tramite il fotovoltaico.

Il minieolico del resto ha limitazioni ancora più pesanti, che lo rendono applicabile solo in pochi casi. Per prima cosa non sono molte le aree dell'Italia dove il vento ha la forza e la costanza necessarie per utilizzare un impianto eolico, ma soprattutto questo richiede ampi spazi a disposizione liberi da ostacoli, alberi o costruzioni. Inoltre un impianto eolico produce una notevole quantità di rumore, ed è decisamente sconsigliabile installarlo a meno di 50-100 metri da un'abitazione.

Insomma, le intenzioni appaiono lodevoli, ma per adesso il traguardo immaginato non appare realistico.



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