Ecolamp: m'illumino di meno o m'illumino uguale inquinando meno?

08 febbraio 2008
Ecolamp: m'illumino di meno o m'illumino uguale inquinando meno?


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Torna il 15 febbraio 2008, per il quarto anno consecutivo, "M´illumino di meno", la giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico lanciata da Caterpillar, il noto programma di Radio2, in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30. Illuminare di meno significa un uso più accorto dell'energia legato a gesti quotidiani, ma anche utilizzo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche meno energivore.

Comportamenti virtuosi, quindi, quali ad esempio non lasciare le luci accese nelle stanze di casa o dell'ufficio quando non ce n'è la necessità, oppure spegnere il led della televisione; ma anche sostituzioni di lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo. Un tema, quest'ultimo, molto dibattuto in quanto esiste ed è reale un argomentato rovescio della medaglia: le luci a basso consumo contengono sostanze tossiche quali mercurio e polveri fluorescenti.

Nessun pasto è gratis, come sempre, ma diamo alcuni numeri per cercare di capire meglio la sostenibilità ambientale di questa operazione.

Le lampadine ad incandescenza, come è noto, consumano tanta energia sprecandola in inutile calore, producono tanta CO2 e vanno, quindi, contro gli obiettivi dell'Accordo di Kyoto. Si stima che, se le 21 milioni di famiglie italiane sostituissero le lampadine ad incandescenza da 100 watt con le equivalenti fluorescenti compatte da 20 watt, solo in 1 anno si eliminerebbe 1 milione di CO2. U

na recente ricerca dell'European companies federation (ELC) conferma che la sostituzione delle lampadine ad incandescenza, se fosse effettuata in tutta Europa entro il 2015, porterebbe alla riduzione di 23 milioni di tonnellate di anidride carbonica, con un risparmio di 7 miliardi di euro. Ricordiamo che a fine 2007 il Governo italiano ha messo al bando le lampadine incandescenti dal primo gennaio 2011 e siamo il secondo Paese Ue ad aver fissato la data del bando. L'Irlanda era stato il primo (2009) e anche la Francia ha annunciato l'intenzione di bandire questi prodotti entro il 2010. Fuori dall'Europa iniziative analoghe sono state annunciate da Australia, Cina e Stati Uniti.

L'illuminazione pesa per il 19% del consumo energetico mondiale ed è la terza voce per importanza. Le tradizionali lampadine sprecano sotto forma di calore oltre il 90% dell'energia elettrica consumata, e solo il 10% si trasforma in luce, mentre le lampade fluorescenti compatte ad alta efficienza (LFC) già disponibili sul mercato abbattono i consumi dell'80%, con benefici economici per i consumatori e per l'ambiente. Per i consumatori in quanto significa ridurre la spesa in bolletta, per l'ambiente ovviamente perché si riducono le emissioni di gas serra: si calcola che in Italia la sola messa al bando delle incandescenti permetterebbe di tagliare circa 3 milioni di tonnellate di CO2 e di risparmiare 5,6 miliardi di chilowattora all'anno, pari all'energia prodotta da una centrale termoelettrica di 1000 MW. Sarebbe una misura a costo nullo per lo Stato, con benefici economici per i consumatori pari a circa 1 miliardo di euro all'anno.

Come dicevamo, però, nessun pasto è gratis e infatti utilizzare queste lampadine significa avere poi a che fare con un Raee, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Come noto dal 1° gennaio è entrato in vigore il sistema italiano di gestione dei Raee, composto da diversi consorzi tra cui Ecolamp che ha il compito di garantire il corretto recupero eco-compatibile proprio di queste moderne lampadine a basso consumo di energia. Diamo un ultimo numero sempre per capire meglio di cosa stiamo parlando: le lampadine, oggetto della normativa sui Raee, immesse annualmente sul mercato italiano sono circa 120 milioni di pezzi tra lampadine a fluorescenza, a ioduri metallici e neon. Oltre alla pericolosità hanno anche la caratteristica della fragilità essendo costituite per il 90% da vetro.




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