2 settembre, bioarchitettura e geobiologia all'incontro 'Nuove filiere dell'energia e opportunità di finanziamento'

27 agosto 2008
2 settembre, bioarchitettura e geobiologia all'incontro 'Nuove filiere dell'energia e opportunità di finanziamento'


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Un convegno aperto a cittadini e professionisti per avvicinarsi al nuovo modo di pensare alla casa: è “Nuove filiere dell’energia ed opportunità di finanziamento” che si svolgerà il 2 Settembre alle ore 17.00 presso l’Expo Fontanabuona–Tigullio, a Calvari (Comune di San Colombano Certenoli, Genova). Importanti le presenze istituzionali che segnano il crescente interesse verso i temi del “vivere eco”: Carlo Maggi, Dirigente Settore Energia Regione Liguria, Maria Fabianelli, Direttrice Agenzia Regionale per l'Energia, Paolo Corradi Direttore Generale Confindustria Genova, Marisa Patellani, Presidente Sezione Tigullio Confindustria, Sebastiano Sciortino, Assessore Provincia di Genova e, allargando anche i confini, Società di Sviluppo del Territorio Regione Emilia Romagna.

Durante l’incontro l’arch. Viviana Deruto (nella foto) e il Geom. Roberto Ismari dell’Associazione culturale “Bioarchitettura e geobiologia” (www.architetturageobiologia.it) illustreranno queste due discipline, nuove ma con radici antichissime volte alla ricerca del benessere psicofisico dell’individuo.

Ma esattamente la bioarchitettura e la geobiologia di cosa si occupano? L’idea di bioarchitetura nasce dall’esigenza di costruire abitazioni sane, realizzate con materiali naturali e con consumo energetico bassissimo, attraverso una corretta progettazione degli ambienti, lo sfruttamento delle energie rinnovabili, l’utilizzo dei materiali locali con risparmio in produzione. I materiali usati in bioedilizia non devono inquinare né in fase di produzione, né di posa in opera, né di smaltimento a fine utilizzo. Negli ambienti chiusi, infatti, si nascondono molti inquinanti pericolosi per la nostra salute, che possono essere tossici o addirittura cancerogeni, per le sostanze volatili che rilasciano, il più noto dei quali è la formaldeide, fuorilegge, ma ancora presente, perché contenuta nelle colle dei pannelli compositi, costituenti gli arredi moderni. I materiali da costruzione e per l’arredamento rappresentano quasi il 50% degli agenti inquinanti presenti all’interno di una casa: basti pensare che, in modo differente, ogni materiale non naturale, o non certificato, può produrre inquinamento con emissione di sostanze volatili (VOC), radiazioni, campi elettromagnetici o elettrostatici. Fra l’altro i materiali di origine sintetica, pitture, vernici, isolanti, impermeabilizzanti etc, sono pellicolanti, con conseguente diminuzione della traspirazione, delle pareti e del tetto, e formazione di zone di condensa, dove possono  attecchire e proliferare le muffe, causa di buona parte delle allergie dell’apparato respiratorio. Una casa sana si ottiene attraverso una corretta progettazione, che tenga conto di quegli elementi che concorrono al comfort abitativo, anche dal punto di vista del risparmio energetico, raggiunto sia in inverno che in estate con una buona coibentazione, e con un’attenta analisi bioclimatica locale.

La geobiologia, invece, rappresenta l’analisi preliminare ad ogni progetto in bioarchitettura, è la scienza che si occupa dello “studio delle interazioni fra l’uomo e la Terra”. Sin dalla preistoria gli uomini sceglievano i propri insediamenti dopo un’accurata osservazione dei luoghi, dal tipo di terreno alla presenza di acqua, al ciclo del sole. Oggi a questi elementi d’analisi se ne devono aggiungere altri relativi alle fonti di inquinamento indoor, come l’elettromagnetismo. L’analisi geologica-geobiologica dei luoghi rileva tutti i tipi di interazione presenti all’interno di un’abitazione o su un terreno, di origine naturale o antropica, dando importanti indicazioni al progettista per il miglior posizionamento dei luoghi di lunga sosta, quali i letti, le zone di studio e di lavoro.

La bioarchitettura funzionale, il cui manifesto è stato presentato al terzo convegno nazionale “Bioarchitettura&Geobiologia&Legno”, tenutosi lo scorso 20 giugno a Riomaggiore (SP), applica nella progettazione tutti gli aspetti legati al benessere psicofisico, anche attraverso il recupero delle tradizioni tecniche costruttive del nostro patrimonio architettonico. A seguito di ricerche, da noi condotte con l’Università di Urbino, si è dimostrata una conoscenza, da parte degli architetti del passato, dell’influenza delle interazioni naturali, delle forme, dei colori sull’uomo. Questi elementi venivano usati per modulare le sensazioni all’interno degli ambienti a seconda delle funzioni cui erano delegati. Il benessere inizia perciò dall’analisi del luogo in cui pensiamo di costruire la nostra casa o dove già viviamo e si compone di una serie di fattori che concorrono a modificare le sensazioni che percepiamo e che alterano il nostro stato emotivo e fisico.




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