Le prospettive di sviluppo delle energie rinnovabili in Italia

23 ottobre 2008

In questi anni sostenibilità energetica e rinnovabili sono divenuti senza alcuna ombra di dubbio tra i principali temi di sviluppo ma anche di discussione nello scenario politico e culturale.

In seguito agli accordi siglati tra i capi di Governo dell’Unione Europea, l’Italia dovrà impegnarsi ad assicurare entro pochi anni (2010) una percentuale di energia elettrica prodotta da FER superiore al 25% del nostro consumo, e una percentuale di energia primaria sul consumo totale interno pari almeno al 17% entro il 2020. Si tratta di  obiettivi ambiziosi, sfidanti, ma non impossibili.

A differenza però di altri paesi che si stanno dotando, non solo formalmente, di politiche energetiche ed industriali orientate al risparmio e all’uso delle fonti rinnovabili, in Italia non si è ancora innescata la scintilla in grado di trasformare questi obblighi in un’opportunità per il Paese: opportunità di produrre ricchezza e reddito attraverso nuove imprese, nuove professionalità e nuove tecnologie.

Sembra che l’Italia viva un’impasse di non facile soluzione. Il settore delle rinnovabili avanza, ma non traina, a differenza dei corrispondenti settori tedesco e spagnolo, a cui si aggiungono quelli danese e inglese, solo per restare in Europa. Le ragioni di questa inerzia, a nostro avviso, sono da ricercare innanzitutto nella mancanza di una pianificazione energetica, condivisa a livello nazionale e regionale, che possa guidare le relative scelte per il prossimo decennio e ciò provoca, di conseguenza, il trasferimento di incertezza al mondo industriale e imprenditoriale, che mina la competitività del nostro Paese.

Nonostante le evidenti difficoltà, riteniamo che anche l’Italia possa guardare alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica come ad un’occasione di sviluppo che si pone per ogni regione italiana: se saremo in grado di pretendere un maggiore ricorso a queste tecnologie, di rendere le nostre terre appetibili per chi desideri investire in tecnologia, allora vedremo gli obblighi trasformasi in un’occasione preziosa di crescita.

Fondamentale risulta in quest’ottica che il nostro Paese coinvolga e renda partecipi le amministrazioni locali per le quali le tematiche energetiche costituiscono materia concorrente, cioè una disciplina nella quale possono esprimersi con una certa libertà, con una definizione concertata tra Governo Nazionale e Regioni degli obiettivi quantitativi divisi per fonte energetica e per distribuzione regionale quale obiettivo operativo, in modo che il target nazionale sia rappresentato dalla somma di realistici target regionali e locali.

In altre parole, la soluzione prospettata è la realizzazione di quella tanto agognata politica di indirizzo ed incentivazione condivisa, volta a favorire la rinascita, lo sviluppo e la competitività di un’industria italiana delle fonti rinnovabili.

Maggiori informazioni:
Aper
Associazione produttori energia da fonti rinnovabili

www.aper.it




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