Piano Casa, confronto nazionale sulla semplificazione

03 luglio 2009
Piano Casa, confronto nazionale sulla semplificazione


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Continua il confronto istituzionale sul Piano Casa. Si è tenuta il 16 giugno una riunione di coordinamento tra le amministrazioni statali per l'esame del Decreto Legge recante misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche.
 
Al centro del meeting la semplificazione dell'azione amministrativa e lo snellimento delle procedure facenti capo alla Conferenza di Servizi, che ha portato alla revisione dell'articolo 14 della Legge 241/1990 contenente norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti. Un passo fondamentale, comunicato martedì 23 giugno alla Conferenza delle Regioni e Unificata con una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
 
La convocazione della Conferenza di Servizi da obbligatoria diventa possibile. Nel comma 2 dell'articolo infatti le parole "è sempre indetta" sono sostituite da "può sempre essere indetta". L'articolo 14-ter riconosce alla Conferenza la possibilità di essere convocata prima o nel corso dell'accertamento di conformità e la facoltà di approvare i progetti, in caso di parere positivo, entro 30 giorni dalla convocazione.
 
Durante la riunione è stato inserito il comma 3-bis in base al quale in caso di opera o attività sottoposta anche ad autorizzazione paesaggistica, il soprintendente si esprime in via definitiva anche in merito alla verifica della legittimità dell'autorizzazione in sede di Conferenza di Servizi, se questa viene convocata. La mancata adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento è valutata ai fini della responsabilità dirigenziale, disciplinare, amministrativa e per l'attribuzione della retribuzione di risultato.
 
L'articolo 14 quater è modificato secondo una nuova concezione in base alla quale se una Regione, Provincia Autonoma o amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistica, territoriale, del patrimonio artistico, della salute o della pubblica incolumità esprime un dissenso motivato al di fuori di infrastrutture e insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse statale, l'amministrazione procedente entro 30 giorni rimette la decisione al Consiglio dei Ministri se la controversia coinvolge lo Stato e una Provincia Autonoma. Prima di decidere il CdM deve avviare un tentativo di conciliazione.
 
Se il dissenso sorge invece tra più Regioni o Province Autonome, il CdM convoca le parti entro 10 giorni. Prima del Consiglio dei Ministri viene interpellata la Conferenza Stato - Città o Unificata nel caso di contrasto tra amministrazione statale ed ente locale.
 
Per le controversie tra Regione ed Ente Locale o tra più Enti Locali è invece competente la Giunta Regionale, che nel primo caso decide su parere conforme del Consiglio delle Autonomie Locali. Nel secondo caso sono invece coinvolte le parti entro 10 giorni e la decisione finale viene presa previo tentativo di conciliazione.
 
La novità maggiore consiste nel fatto che in mancanza di intesa o parere viene comunque adottata la decisione del CdM o della Giunta Regonale. Si tratta di uno snellimento rispetto alla procedura precedente, che contemplava solo la possibilità di ricorrere a tale decisione, lasciando spazio ad altre soluzioni. Con un evitabile allungamento dei tempi.



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