Il legno protagonista di case low cost e low energy a Technodomus 2010

21 aprile 2010
Convegno inaugurale di Technodomus (2° Salone dell’Industria del Legno per l’Edilizia e il Mobile – Rimini Fiera 20/24 aprile) dedicato al tema Piano casa e legno. L’utilizzo del legno nel settore dell’edilizia come fattore di risparmio per famiglie e ambiente.

In apertura Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera, ha salutato gli ospiti, ricordando i positivi numeri di Technodomus e sottolineando, in particolare, il notevole incremento della superficie espositiva.

Federico Maria Butera, del Politecnico di Milano, nel suo intervento ha ricordato l’impegno che il mondo ha assunto per il 2050, ossia quello di puntare ad un dispendio energetico paragonabile, per il cosiddetto ‘uomo industriale’, a quello dell’Inghilterra nel 1870. “Nel 2020 – ha detto il Prof. Butera – dovremo per legge realizzare edifici con una domanda energetica prossima allo zero. Per raggiungere questo obiettivo è necessario modificare i criteri di progettazione. Certi edifici che si vedono, in acciaio e vetro, hanno consumi insostenibili. L’inversione di tendenza porterà ad abbassare i consumi, non a sostenere quelli attuali con energie alternative. Come? Non c’è una risposta univoca, gli edifici vanno progettati tenendo conto dei contesti, così da capire su quali fonti energetiche far leva. Il legno dovrà acquisire una presenza superiore, tenendo conto delle risorse che sono rinnovabili e non illimitate. La figura professionale che analizza i fabbisogni energetici sarà centrale in questo processo. Una cosa proprio non dobbiamo farla: dipingere di verde ciò che verde non è, dobbiamo quindi abbandonare le operazioni di facciata per guardare alla sostanza”.

L’Arch. Eduard Mijic dello Studio GMP di Amburgo ha illustrato i moderni utilizzi del legno per la realizzazione di edifici, dalle residenze famigliari fino alle grandi strutture, come ad esempio Rimini Fiera, che nel soffitto dei padiglioni vanta una struttura reticolare in legno, così come nella grande cupola centrale del quartiere riminese.

Stefano Mora, direttore Generale del Consorzio Legnolegno ha ricordato che il consumo di energia, nel giro di 25 anni, è nel mondo sostanzialmente raddoppiato. In Italia (fonte Enea) è altamente influenzato dalla vita degli edifici. Alzare il livello qualitativo dei serramenti esterni significa diminuire nettamente il consumo energetico. Il comportamento termico degli edifici oggi è rilevabile facilmente. C’è anche la possibilità di misurare la permeabilità dell’aria dell’alloggio. Attualmente si lavora sullo spessore dei serramenti, ma anche su differenti materiali che consentono di ottimizzare le prestazioni. Che esigenze ha oggi il settore? Ricerca, risorse economiche e umane, sviluppando più sinergie di filiera.

Alessandra Tracogna, Partner CSIL Centre for Industrial Studies, ha ricordato i numeri dell’industria del mobile. “Assistiamo ad un cambiamento – ha detto - della geografia della produzione: il 60% avviene nei paesi avanzati, il 40% nei paesi emergenti. I paesi con la produzione è più dinamica sono: Polonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Ucraina e Russia, ma anche Turchia, Brasile, Cina, Vietnam, India e Malesia.  La forte crescita del commercio, fino al 2009, ha portato a una grande spinta per le aziende. In Cina, Italia, Germania e Polonia le esportazioni sono cresciute notevolmente. Sono cresciute le importazioni dagli USA, Germania, Francia e Regno Unito. Anche in Italia, anche se meno che in altri paesi, le importazioni sono cresciute. Ora ci aspettiamo una ripresa già dal 2010 e ancora di più dal 2011”.

Conclusioni del Senatore Mario Mantovani, sottosegretario di Stato per le Infrastrutture ed i Trasporti, con delega al piano casa. “Ho colto oggi nel quartiere alcuni motivi per pensare che il peggio sia passato. Per me questa è stata una vera e propria lezione, ho ascoltato contenuti interessanti che avvalorano la tesi del Governo: abbiamo bisogno di cambiare la mentalità in tema di costruzioni. Noi vorremmo che aumentassero le case di proprietà rispetto agli affitti, ma all’insegna di ‘low cost’ e ‘low energy’. Le famiglie aumentano, c’è necessità di nuove case a costi inferiori. Per questo il Governo ha stanziato 377 milioni per le politiche abitative, che vorremmo migliori rispetto a quelle che hanno portato a costruire case popolari diventate ghetti”.




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