Diossido di carbonio (CO2), i fatti scientifici irrefutabili

10 settembre 2011
Diossido di carbonio (CO2), i fatti scientifici irrefutabili


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Al centro del dibattito sul riscaldamento globale c'è il diossido di carbonio (CO2), un gas presente in minuscole quantità nell'atmosfera terrestre. Il CO2 è infatti solamente lo 0,0385% dell'aria che respiriamo, ovvero meno di una molecola ogni 2.600! Il CO2, come l'ossigeno, è un gas incolore, inodore, invisibile ed assolutamente non tossico anche a concentrazioni enormemente superiori a quelle presenti nell'atmosfera, ed è addirittura essenziale alla vita sulla terra. Interessante notare come molti pensino che la percentuale di CO2 nell'atmosfera sia molto maggiore, percezione maturata grazie al martellare insistente della promozione mediatica senza tuttavia che alcun dato venisse mai diffuso su questo argomento.

La produzione annuale di CO2 sul nostro pianeta è poi quasi interamente causata da Madre Natura che è responsabile per il 97% delle emissioni, lasciando all'uomo la produzione del restante 3%.
(Fonte: tonto.eia.doe.gov/FTPROOT/environment/057304.pdf)
Il diossido di carbonio viene prodotto dal decadimento di materiale organico neglio oceani e nelle foreste (pesci morti, alghe, foglie e piante), dalla vegetazione durante il giorno, dagli animali che lo esalano con il respiro (uomini compresi, ovviamente), da microbi e dalle migliaia di vulcani attivi sparsi per il pianeta e sotto i mari. Ed ovviamente dagli incendi: quello che si verificò in Australian nell'Ash Wednesday produsse più CO2 di quanto potranno produrre tutte le centrali elettriche a carbone australiane nei prossimi vent'anni.

Difficile quindi capire come un gas presente solo in tracce, prodotto quasi interamente dalla natura ed indispensabile alla vita ed alle piante possa essere definito "inquinamento".

Ed infatti il CO2 è tutt'altro che inquinante, e le immagini che solitamente accompagnano i servizi televisivi o gli articoli dei giornali mostrano spesso le enormi torri di raffreddamento di qualche centrale elettrica, dall'aria sinistra e con grosse nuvole di fumo che escono dalla vetta: peccato che si tratti di vapore acqueo e non di CO2, che fuoriesce condensando a contatto con l'aria più fredda...

Tutte le piante inoltre hanno bisogno di CO2 durante la notte, e nelle serre solitamente viene pompata un'aria contenente quantità molto maggiori di quelle presenti in natura per migliorare la crescita delle piante e ridurre il consumo di acqua. Enormi quantità di CO2 sono sciolte naturalmente nelle acque degli oceani, e ridiffuse nell'atmosfera quando l'acqua si riscalda in un ciclo continuo.

Il CO2 non causa l'effetto serra

Il punto più importante però è il fatto che il CO2 non ha nulla a che vedere con l'effetto serra. Pensate che sia un'affermazione ad effetto e difficilmente dimostrabile? Tutt'altro: chiunque abbia studiato un po' di fisica può rendersene conto. A parte il fatto che l'Intergovernmental Panel for Climate Change (IPCC) non abbia prodotto alcuna prova a riguardo, è sufficiente constatare come il CO2 assorba in effetti il calore un po' più velocemente rispetto ad azoto ed ossigeno, ma la sua temperatura non sia comunque alla fine più alta degli altri gas presenti nell'atmosfera, perchè il calore di ogni molecola di aria è ceduto alle altre continuamente. Se così non fosse, ed il CO2 provocasse davvero un riscaldamento dell'atmosfera in modo diverso da ossigeno, azoto e dagli altri gas presenti nell'aria, si andrebbe contro alle leggi della termodinamica.

Se poi consideriamo gli effetti del CO2 presente nelle atmosfere dei pianeti Venere e Marte (circa il 97% in entrambi i casi, contro lo 0,0385% della Terra), possiamo notare come non solo queste non si stiano continuamente riscaldando per via del cosiddetto "effetto serra", ma anche che la temperatura su Marte sia estremanente bassa. Venere al contrario è un pianeta molto più caldo della Terra (ma con una temperatura stabile), visto che si trova 40 milioni di km più vicino al sole ed ha un'atmosfera 92 volte più densa che assorbe quindi una maggiore quantità di calore.
http://wattsupwiththat.com/2010/05/08/venus-envy/

Basterà poi misurare la temperatura di una serra (dove il CO2 può essere anche del 300% superiore al normale per velocizzare la crescita delle piante) per rendersi conto che non è maggiore di un'analoga serra in cui la composizione dell'aria sia quella dell'atmosfera. E se non bastasse ci sono sempre le misurazioni dei livelli di CO2 nelle varie ere geologiche, che mostrano come concentrazioni che sono arrivate ad essere anche migliaia di volte maggiori di quelle attuali non abbiamo provocato riscaldamenti improvvisi dell'atmosfera, ed anzi si sono verificate anche in momenti che hanno coinciso con ere glaciali, mentre al contrario periodi particolarmente caldi come quello dell'epoca Romana o Medievale non possono certo essere attribuibili all'ancora inesistente industrializzazione.





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