Auto elettriche e turbine eoliche: il futuro dipende dalla Cina

15 settembre 2011
Auto elettriche e turbine eoliche: il futuro dipende dalla Cina


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La Cina sta assumendo un ruolo sempre più importante nel futuro dell'evoluzione tecnologica mondiale riguardo ad auto ibride ed elettriche ed alle turbine eoliche. Non tanto per i (molti) progetti in questi settori che il paese asiatico, affamato di energia per alimentare al rampante crescita economica, sta sviluppando con sempre maggiore frequenza, ma soprattutto per il fatto che la Cina è il principale produttore al mondo di terre rare.

Le terre rare sono un gruppo di minerali che - al contrario di quanto il nome farebbe pensare - non sono poi così rari sul nostro pianeta, ma solo in poche parti del mondo sono presenti in concentrazioni o forme che ne rendono sufficientemente economica l'estrazione. Fra questi, particolarmente importante per il settore dei motori e dei generatori elettrici è il disprosio, un minerale che in natura non esiste allo stato puro ma va estratto da altri minerali come la fergusonite, la gadolinite o lo xenotime.  Il disprosio è un componente fondamentale per la costruzione dei magneti utilizzati nei motori della maggior parte delle auto elettriche ed ibride, che impiegano fino ad 100g di questo prezioso e raro minerale per ogni vettura, così come dei generatori delle turbine eoliche, che possono impiegare anche alcuni quintali di terre rare.

Un'auto come la Toyota Prius usa addirittura oltre 12 kg di terre rare, necessarie nono solo per i magneti del motori elettrico ma anche per il pacco batterie.

Il problema è che il il 90% delle terre rare presenti sul mercato sono prodotto dalla Cina, che ultimamente sta adottando una politica particolarmente aggressiva riguardo alla fornitura agli altri paesi. La Cina ha quindi effettivamente in mano il controllo di molti settori strategici del mercato mondiale (le terre rare sono ad esempio indispensabili per la produzione di computer e telefoni cellulari) e negli ultimi due anni ha fatto di tutto per farlo capire bene ai vari governi. Forse anche per questo difficilmente avete sentito un governo occidentale fare pressioni al paese asiatico per il rispetto dei fondamentali diritti umani...

Non solo: secondo quantro riportato da OnEarth, la rivista del Natural Resource Defence Coucil americano (NRDC), la domanda nel mercato interno cinese potrebbe presto essere maggiore dell'offerta, bloccando del tutto lo sviluppo di tecnologie verdi nel resto del mondo.

Da una dipendenza dai paesi produttori di petrolio rischiamo dunque di passare ad una dipendenza dalla Cina? Il rischio è concreto, anche perchè lo sfruttamento del territorio per l'estrazione delle terre rare è massivo, anche per via dell'assoluta assenza di controlli riguardo all'inquinamento ed allo sfruttamento della forza lavoro nel paese asiatico.





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