Come si immagazzina l'energia, ovvero perchè occorre ricercare di più i metodi di energy storage

07 settembre 2013
Come si immagazzina l'energia, ovvero perchè occorre ricercare di più i metodi di energy storage


Clicca per ingrandire
Sì, il titiolo è noioso, ma vi prometto che l'argomento è intrigante, e merita qualche riflessione. Si discute da anni dei migliori metodi di produzione dell'energia, con ricercatori ed ingegneri impegnati a trovare il modo di costruire centrali più efficienti e "pulite", ma poco o nulla si fa (o si discute) riguardo ai metodi per immagazzinare l'energia prodotta.

Ed invece avere sistemi efficienti di energy storage potrebbe farci risparmiare un'enorme quantità di energia prodotta, oltre che far risparmiare enormi somme di denaro attualmente spese per aggiornare la rete di distribuzione elettrica un po' in tutti i paesi del mondo.

Ma facciamo un passo indietro: come funziona la rete elettrica? Pochi si soffermano a riflettere sul fatto che l'energia elettrica attualmente prodotta viene immessa in rete, dove viene utilizzata o sprecata. Per questo le principali tariffe domestiche prevedono costi per KWh molto inferiori la notte che il giorno, visto che di giorno si concentra l'uso industriale di corrente elettrica, così come quello necessario ad alimentare uffici e sedi di lavoro.

Le centrali elettriche inoltre devono avere una potenza produttiva massima ben superiore a quella media, per far fronte a picchi di richiesta ad esempio in cado di giornate particolarmente calde d'estate, con case ed uffici che - nelle stesse ore - utilizzano impianti di aria condizionata facendo salire improvvisamente il consumo di picco. Stesso discorso per la rete distributiva, una delle principali cause di aumento dei costi nella bolletta, che devono essere progettate non per il traffico medio ma per sostenere la massima punta di consumo ipotizzabile.

E qui arriviamo ai sistemi di immagazzinamento dell'energia, di cui ciascuno di noi conosce il più diffuso, ovvero le batterie. In realtà, oltre al metodo chimico utilizzato nelle batterie, ci sono altri sistemi di immagazzinamento: gravitazionale (acqua pompata di notte nei bacini idroelettrici per essere utilizzata di giorno nella produzione di corrente elettrica), meccanico (volani) e termico (sali fusi).

Avere un sistema di energy storage efficiente significherebbe ridurre i tempi per l'immissione in rete di energia nei momenti di picco, visto che si parlerebbe di secondi invece che dei circa 10 minuti necessari oggi ad una moderna centrale a gas per incrementare la produzione.

Ma significherebbe soprattutto ridurre i costi e gli sprechi, visto che l'energia non utilizzata di notte potrebbe essere usata di giorno (riducendo il carico sulle centrali elettriche) e riducendo la necessità di potenziamento della rete di distribuzione grazie ad una distribuzione geografica dello storage.




comments powered by Disqus