Energia idroelettrica: la grande dimenticata

28 gennaio 2008
Energia idroelettrica: la grande dimenticata


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Contribuisce a dare spessore ai dati sulle energie rinnovabili ma è la grande dimenticata nelle strategie e nelle politiche di incentivazione. E’ l’energia da fonte idroelettrica, che da sola costituisce l’80 per cento del totale delle rinnovabili in Italia, oltre che coprire per il 12-19 per cento il fabbisogno nazionale totale (dipende dagli anni).

La giustificazione della poca rilevanza che le viene data in prospettiva di aumento dell’utilizzo delle rinnovabili è che non esisterebbe più lo spazio per nuovi impianti: ma non è vero, se invece di considerare le grandi dighe si sposta il discorso sui mini, micro e nano-impianti. Convenzionalmente il settore idroelettrico viene diviso in tre segmenti: il grande idro, con potenze installate superiori ai 10 Mwatt potenziali; il mini-idro, da 1 a 10 Mwatt, e il micro-idro, sotto il Mwatt. Secondo i dati ufficiali, prendendo in considerazione solo le centrali mini e micro, la potenza installata era alla fine del 2005 di circa 2,4 Gwatt.

Per fare un confronto, alla stessa data tutto l’eolico cubava per 1,7 Gwatt e tutto il solare fotovoltaico per 34 Mwatt. Questi dati sono ampiamente noti, mentre sono molto meno diffusi fuori dall’ambito specialistico le stime autorevoli di ulteriore possibile sviluppo dell’idroelettrico nel nostro Paese. Studi successivi dell’Enea e di vari Enti universitari hanno dimostrato che solo facendo ricorso a impianti di piccola taglia (sotto i 10 Mwatt) che utilizzano acqua di flusso, ossia senza la costruzioni di bacini, o al massimo con flusso regolato (con piccoli bacini di derivazione, quindi non si sbarramento, che consentono la regolazione della portata alle turbine su scala giornaliera o al massimo settimanale) e solo realizzando impianti a impatto ambientale bassissimo o nullo sarebbe possibile installare altri 850 Mwatt (stima del 1999).

Questi dati sono basati su alcuni presupposti, specialmente legati alla tecnologia delle turbine, che variano nel tempo in direzione di una sempre maggiore efficienza. Inoltre, esiste una variabilità molto forte nelle stime anche a parità di tecnologia, dovuta ai criteri di “economicità” dell’impianto (anch’esso legato alla tecnologia e a fattori esterni come il costo della generazione da altre fonti).

Esistono quindi stime che portano l’apporto potenziale dagli 850 Mwatt ai 2000 Mwatt, o addirittura a 4000 Mwatt se si tiene conto del micro-idro. Purtroppo l’Enea a partire dal 2003 sembra avere un po’ tralasciato gli studi in questo settore per concentrarsi su altre fonti rinnovabili a più alto profilo mediatico per cui non si hanno stime che tengano conto delle ultime novità tecnologiche, per esempio con i nuovi generatori basati sul principio della ruota di Archimede e sulle eliche immerse derivate dagli studi effettuati in ambito militare sulle eliche dei sottomarini, che permettono di sfruttare i flussi d’acqua anche solo in presenza di pendenze e non di salti.

Alcune stime effettuate da società di consulenza pongono quindi il totale potenziale molto più in alto, soprattutto considerando il nano-idroelettrico, ossia impianti della potenza di qualche kilowatt che però possono essere replicati in centinaia di migliaia di siti a cura di privati, come dovrebbe avvenire con i tetti fotovoltaici. Secondo queste stime, da queste nano-centrali potrebbero arrivare altri 8-10000 Mwatt. Insomma, anche assumendo una cifra del potenziale del mini, micro e nano-idro pari al 50 per cento di quella massima, si arriva a 7 Gwatt, ossia a qualcosa come 21. 000 Gwatt/ora tenendo conto di fermi per manutenzione eccetera (le turbine girano giorno e notte).

Per confronto, oggi la produzione dell’idroelettrico in Italia è stimata a circa 42. 000 Gwatt/ora. Se si aggiunge che con le tecnologie attuali un centrale idroelettrica di piccole dimensioni comporta un costo d’investimento di circa 2500 euro a Kwatt installato e che sono in essere le stesse incentivazioni previste per le altre fonti rinnovabili, si comprende come l’idroelettrico in ambito microgenerazione sia una fonte di energia con un notevole potenziale di sviluppo anche nel nostro Paese.

Maggiori informazioni:
www.Microgenforum.It




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