Il 50% dei modelli Volvo può essere azionato con fonti di energia rinnovabili

13 giugno 2006
Il 50% dei modelli Volvo può essere azionato con fonti di energia rinnovabili


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Quattro degli otto modelli offerti da Volvo possono essere equipaggiati con un motore azionato da carburanti provenienti da fonti d’energia rinnovabili. La gamma ecocompatibile comprende gli ormai rinomati modelli FlexiFuel (bioetanolo/benzina) e Bi-Fuel (metano/benzina), sebbene queste opzioni non siano ancora disponibili su tutti i mercati. Per affermare ancora più e meglio queste motorizzazioni alternative, i politici, in collaborazione con le compagnie petrolifere e i produttori di energia rinnovabile, devono creare le condizioni e le infrastrutture necessarie alla loro distribuzione, soprattutto per quanto riguarda il metano di origine biologica.

Due alternative ormai affermate
Non esiste una risposta univoca alla domanda su quale potrà essere il carburante migliore per il futuro. Lo scenario più probabile è che varie soluzioni energetiche e motoristiche continueranno a coesistere. Volvo Car Corporation offre, attualmente, due tipi di motore alimentati da combustibili provenienti da fonti rinnovabili: il Volvo FlexiFuel e il Volvo Bi-Fuel. Entrambe le soluzioni conferiscono le stesse prestazioni e la stessa sicurezza dei carburanti convenzionali, ma con minori emissioni allo scarico e una maggiore convenienza economica per l’automobilista.


Volvo V50 FlexiFuel
Le Volvo FlexiFuel sono alimentate con bioetanolo E85 e sono disponibili, attualmente, nei modelli S40 e V50. Al momento, questa opzione è prevista soltanto per il mercato svedese, dove esiste già una rete distributiva adeguata, Altrove, il bioetanolo E85 deve diventare più accessibile, attraverso una rete più capillare di stazioni di rifornimento, prima che questo carburante biologico possa affermarsi. La Volvo V50 FlexiFuel dispone di un motore a quattro cilindri, con cilindrata 1,8 litri e alimentazione mista etanolo/benzina (125 CV). Questo veicolo soddisfa gli standard Volvo più severi in fatto di sicurezza e viene fabbricato negli impianti Volvo, in base alle stesse caratteristiche qualitative degli altri modelli.

Alimentazione a etanolo
Il bioetanolo E85 è composto per l’85% da etanolo e per il 15% da benzina. L’etanolo è una fonte di energia rinnovabile derivante dalla fermentazione di biomasse come ad esempio i residui di lavorazione della canna da zucchero, del grano e della cellulosa. L’etanolo e la benzina vengono versati nello stesso serbatoio, una caratteristica che facilita i rifornimenti dell’automobilista. È il software del motore che monitorizza la miscela e modifica di conseguenza, in modo completamente automatico, le caratteristiche dell’iniezione. Una vettura alimentata a bioetanolo E85 consente un sensibile risparmio economico per automobilista.

I benefici del Volvo FlexiFuel
L’uso dell’etanolo, che è una fonte di energia rinnovabile, comporta numerosi benefici per l’ambiente. Ci rende meno dipendenti dal petrolio e riduce alcuni livelli di emissioni rispetto alle auto alimentate a benzina. Un’auto alimentata con bioetanolo E85 riduce il contributo netto di anidride carbonica (il gas responsabile dell’effetto serra) dell’80% rispetto alla benzina. La Svezia dispone dell’infrastruttura distributiva più sviluppata in Europa per il bioetanolo E85. Anche altri paesi, tuttavia, hanno iniziato a interessarsi attivamente a questo carburante rinnovabile.

Volvo S60 Bi-Fuel
Volvo Car Corporation iniziò a produrre le vetture Bi-Fuel nel 1995. Oggi questa possibilità viene estesa ai modelli S60 e V70 distribuiti sui mercati europei. La Volvo S60 Bi-Fuel dispone di un propulsore cinque cilindri da 2,4 litri di cilindrata, alimentato a metano/benzina (140 CV). Il sistema Bi-Fuel comporta un minore impatto ambientale e permette risparmi economici all’automobilista, senza alterare le prestazioni dell’auto. Il metano può essere di origine estrattiva o biologica, mentre la benzina viene utilizzata soltanto come carburante di riserva e durante gli avviamenti. I serbatoi di carburante si trovano sotto il vano bagagli e, pertanto, non sottraggono lo spazio disponibile per i bagagli. Il rifornimento si effettua in modo molto semplice, così come avviene per il passaggio da un’alimentazione all’altra, attuabile con la semplice pressione di un pulsante sul cruscotto. I veicoli Bi-Fuel sono fabbricati sulle stesse linee di montaggio, e con gli stessi criteri di qualità e sicurezza comuni a tutti gli altri prodotti Volvo.

Alimentazione a metano
La Volvo S60 Bi-Fuel può essere alimentata con metano di origine estrattiva oppure di origine biologica (biogas). Il biogas è una fonte di energia rinnovabile, ottenuta dalla fermentazione di biomasse quali rifiuti o residui della lavorazione di sostanze vegetali. Il biogas viene spesso prodotto a livello locale, risparmiando in tal modo il consumo di carburante per i trasporti. Le infrastrutture esistenti attualmente per la distribuzione del gas metano di origine estrattiva possono essere utilizzate anche per il biogas, dato che le due sostanze possono essere mescolate fra loro. Il metano è un combustibile sicuro e con un buon potenziale commerciale in molti paesi. Si infiamma a una temperatura superiore rispetto alla benzina e si disperde rapidamente nell’aria in caso di fuga. Nei modelli Bi-Fuel, la benzina si usa soltanto per l’avviamento e come carburante di riserva. Il motore passa automaticamente all’alimentazione a benzina quando il serbatoio del gas è vuoto.

I benefici delle Volvo Bi-Fuel
Il gas metano è un tipo di carburante molto pulito, con basse emissioni allo scarico e una combustione efficiente. Le emissioni provenienti da un motore Volvo Bi-Fuel sono considerevolmente più basse quando si viaggia con l’alimentazione a gas invece che a benzina. In tal caso, le emissioni di anidride carbonica sono di circa il 25% più basse rispetto a quelle della benzina. Alimentando il motore con metano di origine biologica - che è una fonte di energia rinnovabile - non si apporta alcun contributo netto di anidride carbonica di origine fossile nell’atmosfera, contribuendo perciò a ridurre l’effetto serra.




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