Il Giappone studia il bioetanolo

18 luglio 2006
Il Giappone studia il bioetanolo


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Anche in Giappone si stanno preparando provvedimenti di legge per sostituire una parte della benzina attualmente in commercio per l'uso nelle autovetture con il bioetanolo. Il progetto giapponese prevede di arrivare alla sostituzione del 10% della benzina con bioetanolo entro il 2030, riducendo così le immissioni di CO2 in atmosfera di 10 milioni di tonnellate all'anno.

Il nuovo carburante si chiamerà E10, e sarà quindi composto per il 10% da un alcool ricavato dalla lavorazione del mais e della canna da zucchero. I vantaggi dell'uso del bioetanolo per fare il pieno alle nostre automobili non si limitano all'ambiente: il bioetanolo produce durante la combustione un residuo carbonioso più pulito, che migliora anche l'affidabilità e la durata dei motori.

Le nuove misure inizieranno ad essere applicate solo a partire dal 2008, ed in effetti ci si
domanda del perchè di tempi così lunghi per la messa in opera di una soluzione che comporta minimi investimenti tecnologici (le autovetture odierne sono già in grado di funzionare con una miscela di bioetanolo a 3%, e con poche modifiche potrebbero facilmente ed economicamente essere adattate per la miscela al 10%).

Anche perchè i produttori hanno fatto sapere che la nuova benzina E10 non sarà disponibile in massa sul mercato a partire dal 2020.

E proprio dal Giappone invece arriva la notizia che Toyota, uno dei leader mondiali nella produzione di auto, inizierà a vendere dalla primavera del prossimo anno una vettura in grado di viaggiare alimentata da bioetanolo puro al 100%. Ma solo in Brasile, dove il bioetanolo è molto diffuso e presente in pratica in tutti i distributori. E da noi?




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