More Health 4 U promuove i biocarburanti di seconda generazione

28 novembre 2012
More Health 4 U promuove i biocarburanti di seconda generazione


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More Healt 4 U è un'organizzazione che promuove l'utilizzo e la diffusione dei biocarburanti di seconda generazione, qui di seguito un estratto della loro filosofia:

Non credete che sia giunto il momento di limitare l'uso di questo idrocarburo? O quantomeno impegnarsi ad usarne il meno possibile? OK, fino ad ora non avevamo alternative, o meglio non si voleva (i signori del petrolio non volevano) che ci fossero alternative, ma oggi sappiamo che le alternative ci sono e sono anche a portata di mano.

Non dobbiamo scavare nelle viscere della terra o magari trivellare il fondo di un oceano rischiando di inquinare mezzo mondo per una valvola difettosa. Oggi possiamo rivolgerci all'agricoltura; possiamo partire da un seme ed arrivare nei serbatoi delle vostre auto, nelle cisterne delle centrali elettriche o in quelle delle centrali termiche delle vostre case. Già oggi andando al distributore anziché dire “fammi il pieno di gasolio”, potreste dire “fammi il pieno di BIODIESEL“ o “fammi il pieno di olio di Colza o di olio di Girasole”, li conoscete perché li vendono nei supermercati.

Ma chiedereste un pieno di olio che potreste usare per condire l'insalata, per friggere patatine, bistecche, pesci o una frittata di cipolle. Chiedereste cioè olio commestibile, da usare come combustibile.

L'olio che noi andiamo propagandando è un olio non commestibile da usare come combustibile. Dovete sapere che l'olio edibile usato come carburante viene definito biocombustibile di prima generazione, mentre quello che si estrae da piante che forniscono olio non commestibile, viene definito biocombustibile di seconda generazione. Gli olii vegetali di prima e seconda generazione per essere usati nelle autovetture costruite dopo il 1990 circa, devono essere sottoposti ad un procedimento chimico detto di “transesterificazione”, che provvede ad eliminare la glicerina presente nell'olio. Dopo questo procedimento, l'olio così depurato viene detto BIODIESEL.

Quindi, quando si sente parlare di biodiesel, si sappia che è un olio vegetale, depurato ma pur sempre un olio vegetale, e non un derivato del petrolio, e può essere addizionato al gasolio in diverse percentuali o usato puro. Noi vogliamo far conoscere i vantaggi del biodiesel e degli olii vegetali puri usati come combustibili. Esistono molte piante oleaginose che forniscono grosse quantità di olio, estratto dai semi o dalla linfa.

Questi olii non essendo commestibili non entrano in concorrenza con gli olii per l'alimentazione quindi non sottraggono terreni alle colture alimentari. So di tirarmi addosso le ire e gli anatemi dei petrolieri, ma di loro non m'importa nulla; quello che mi interessa è di riuscire a far capire alla gente che bisogna cambiare rotta e che questo è possibile già da oggi; non dobbiamo aspettare che siano costruite nuove centrali ad olio vegetale, è sufficiente fare delle modifiche a quelle esistenti o al massimo cambiare i generatori. Apportare modifiche alle centrali esistenti o sostituire i generatori non comporta grandi spese, o quanto meno di gran lunga inferiori a quelle necessarie per costruirne di nuove come ad esempio per quelle nucleari o idroelettriche. Anche i tempi di attuazione saranno estremamente ridotti. L'olio, come per il petrolio, basta acquistarlo da chi lo produce e per di più senza rischi per l'ambiente durante le fasi di coltivazione, di raffinazione, di trasporto, di stoccaggio e d'uso. Dovete sapere che usando biodiesel e olii puri, le emissioni in atmosfera migliorano notevolmente, non parlo di riduzioni attorno al 5 o 10 %, parlo di valori molto più elevati.

Mediamente la percentuale delle famose PM 10 (le famigerate polveri sottili, causa del maggior numero di danni ai polmoni) scende del 65/70 %; l'anidride carbonica, nota come CO2, è in equilibrio con quella assorbita dalla pianta durante il suo ciclo biologico; non vi sono emissioni di zolfo e di piombo in quanto non presenti nella composizione chimica delle piante, al contrario di ciò che avviene con il petrolio che rilascia in atmosfera notevoli quantità di anidride carbonica, ossidi di piombo e di zolfo e grosse concentrazioni di PM 10.

In caso di incidenti l’olio non brucia, non inquina ed è biodegradabile. In molti casi, le piante che vengono coltivate per la produzione di biodiesel, contribuiscono decisamente ad arginare la desertificazione del territorio. Per le caratteristiche testé citate, che soddisfano le normative adottate in tutto il mondo per limitare l’inquinamento prodotto a basse e ad alte quote dai motori a turbina degli aeromobili, moltissime compagnie aeree si stanno attrezzando per l'utilizzo del biodiesel nei loro vettori, fra queste: British Airways, Air France, KLM, SAS, Cathay Pacific, Continental Airways, Air New Zealand, All Nippon Airways, Alaska Airways, Virginian Atlantic Airways, e molte altre. Alitalia, Air One, e tutte le altre compagnie italiane non compaiono in quest'elenco. A questo proposito, sappiate che l'Italia, a differenza di molte altre nazioni dell'Unione Europea, non riuscirà a raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto sottoscritti anche dall'Unione Europea. Ciò comporterà motivo di infrazione, in altre parole, multe che pagheremo tutti, alla faccia dei signori del petrolio che negli anni hanno imposto contingentamenti sulla liberalizzazione dei biocarburanti. Pensate che i biocarburanti in altre nazioni, al fine di incentivarne l'uso per contribuire a migliorare l'ambiente, non sono tassati.

In Italia i biocombustibili sono sottoposti ad accise pari al 20% di quelle applicate agli idrocarburi. Nella finanziaria del 2000, erano previsti sgravi fiscali per 300 000 tonnellate di biodiesel che sono state drasticamente ridotte a 18 000 nella finanziaria del 2010, mentre in altre nazioni europee ed extraeuropee è stato fatto esattamente il contrario. Riviste specializzate hanno anche tentato di fare del terrorismo ideologico mostrando auto con motori diesel rovinati dopo averli testati con del biodiesel; sappiate che Rudolf Diesel, nel 1900, alla presentazione del suo motore alla fiera mondiale di Parigi, lo fece andare con olio di semi di arachidi, di lino e di canapa, il gasolio non esisteva ancora. Venne “scoperto” nel 1909 a seguito di un  processo di raffinazione del petrolio per produrre benzina, quindi è uno scarto di lavorazione; a voi le conclusioni.

Malgrado queste manifestazioni protezionistiche nei confronti dei signori del petrolio, in Italia si sta muovendo qualcosa, anche se timidamente a confronto con il resto d'Europa dove si stanno facendo passi da gigante in materia di biocarburanti. In Italia, dopo essersi mossi come dei cani di marmo (non vi è una sola pompa di biodiesel in tutta la penisola ed il bioetanolo è assolutamente sconosciuto), ora qualcuno ha cominciato a ribellarsi e qualche iniziativa è stata presa, come ad Ascoli Piceno, dove la locale centrale elettrica sarà alimentata con olio vegetale proveniente dal Madagascar, o ad Arbatax, in Sardegna, dove la centrale elettrica verrà alimentata con olii vegetali provenienti dal Benin e dal Brasile. Anche se in tutto il resto del mondo già da qualche anno si utilizzano biocarburanti e sono nate grosse ditte di produzione, tuttavia lo spazio commerciale per crearne di nuove esiste perché esiste anche un mercato in forte espansione.

A questo punto vi chiederete cosa potete fare per non fare solo delle chiacchiere da salotto? È molto semplice. Di cose ve ne ho dette parecchie, dovete divulgare i concetti che vi ho enunciato, le informazioni che vi ho dato, dovete farlo guarda caso, “a macchia d'olio”, potete iscrivervi alla nostra organizzazione per sostenerci in questa battaglia per migliorare la qualità della vostra vita nelle città, al mare, ai monti, ai laghi, nelle campagne. Muovetevi, organizzate qualsiasi cosa che sia legale per radunare gente che vi ascolti, serate, meetings, feste, e fate capire loro che è giunto il momento di cambiare le cose.

“Basta essere schiavi del petrolio, vogliamo un'aria più pulita da respirare!”

Noi interverremo ai vostri eventi per dare forza alle vostre battaglie perché sono le battaglie di tutti, sono le battaglie per i vostri figli, per i vostri nipoti, per le generazioni future. Alcuni di voi, e spero per voi che siate in molti, che hanno possibilità economiche, potrebbero decidere di fare investimenti nel campo energetico finanziando, tra l'altro con alto profitto, imprese dedite alla produzione di olii per biodiesel.

Vi sono ditte in via di sviluppo nel campo energetico che svolgono anche una funzione sociale andando a produrre in quei paesi del mondo ove è più difficile la sopravvivenza per le popolazioni locali. Ad esempio in Mozambico, in Marocco, in alcune zone del Brasile, ed altre parti del mondo ove le popolazioni autoctone tendono a migrare per le difficili condizioni di vita per la mancanza di un'economia locale, vi sono eccellenti condizioni per lo sviluppo di piantagioni di oleaginose estremamente utili per le nostre battaglie e per creare lavoro e reddito alle popolazioni residenti. Noi facciamo solo della propaganda e delle consulenze, ma dal momento che per poter usare i biocarburanti occorre che qualcuno li produca, favoriamo i contatti con le ditte produttrici a coloro che ce lo chiedono.

MORE HEALTH 4 U è un'organizzazione noprofit che intende focalizzare l'attenzione dei cittadini sul problema dell'aumento dell'inquinamento atmosferico dovuto all'uso sfrenato dei combustibili fossili, affinché si prenda coscienza che è giunto il momento inderogabile di usare carburanti sicuri ed innocui per la salute e per l'ambiente.

MORE HEALTH 4 U, compatibilmente con le sue risorse, svolge attività di ricerca, progetta e realizza impianti pilota sul territorio italiano e straniero, per lo studio di oleaginose per l'estrazione di olii da usare puri o da trasformare in biodiesel di seconda e terza generazione.

MORE HEALTH 4 U fornisce consulenze tecniche e supporti a ditte e privati circa coltivazioni di piante oleaginose, produzione di semi da oleaginose, produzione di biocombustibili, piani d'investimento, contatti diplomatici con governi, contatti con investitori, contatti con consumatori.

MORE HEALTH 4 U ha ottenuto il patrocinio del Presidente della VIII Commissione, Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, della Camera dei Deputati.

MORE HEALTH 4 U ha sede in Rivamonte Agordino a 1200 metri di altitudine, nel bel mezzo delle Dolomiti Bellunesi, dove l’aria è purissima e l’ambiente ancora incontaminato. Il nostro obiettivo è quello di farvi respirare un’aria che sia il più possibile uguale a quella che si respira nella nostra sede.

MORE HEALTH 4 U

Il Presidente
Bettega Glauco

Per informazioni ed iscrizioni:
mh4u@morehealth4u.eu
Tel: 3771717517




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