Stufa a pellet, quale combustibile scegliere?

24 gennaio 2011
Stufa a pellet, quale combustibile scegliere?


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Il titolo di questo articolo potrà apparire curioso, ma in realtà il combustibile per le stufe a pellet non è tutto uguale, e sul mercato sono presenti prodotti con caratteristiche anche molto diverse fra di loro. Conoscere a fondo il pellet è fondamentale per acquistare quello in grado di offrire il maggiore potere calorico abbinato alla minore quantità di ceneri, il tutto ovviamente al minore prezzo possibile.

Iniziamo chiarendo che ci sono in Italia specifiche normative che regolano la produzione del pellet, che deve quindi aderire alle specifiche DIN 51731 (o O-NORM M7135), specifiche che ne confermano l'idoneità nelle stufe domestiche. Il rischio, acquistando un prodotto non certificato, è che il pellet contenga sostanze nocive, che una volta bruciate verrebbero immesse nell'atmosfera e respirate da chi vive intorno alla casa, vanificando del tutto il vantaggio di aver scelto una soluzione ecologica per il riscaldamento della propria casa. Il pellet deve essere ad esempio prodotto da legno non verniciato o impregnato, scevro da residui chimidi di alcun tipo.

I pellets vengono prodotti utilizzando segatura essiccata di legno, pressata in piccoli cilindri dal diametro di 6 – 8 mm e lunghi un paio di centimetri; anche in questo caso la normativa è precisa, specificando che il diametro debba essere compreso tra i 4 ed i 10 mm e la lunghezza inferiore ai 50 mm. Più importante è il potere calorico del pellet, perchè non tutti i sacchi sono uguali: se lo standard prevede un valore calorico compreso ra 4,7 e 5,3 kWh per kg, sul mercato sono presenti prodotti dalle caratteristiche decisamente inferiori, non solo per via del tipo di legno utilizzato, ma soprattutto per la quantità di umidità presente, che dovrebbe essere inferiore al 12%.

Fra le altre caratteristiche specificate dallo standard per il pellet usato nelle stufe domestiche, ci sono la quantità di zolfo inferiore allo 0,08%, il cloro inferiore allo 0,03% e l'azoto inferiore allo 0,30%.

Sul mercato fino ad ora erano presenti sacchi di pellet da circa 15-20 kg, sufficientemente maneggiabili e di grande capienza. Le nuove normative che eliminano i sacchi di plastica probabilmente faranno sì che il pellet venga venduto in sacchi di peso inferiore, fino a che non verranno prodotte buste in materiale biodegradabile con la stessa resistenza della plastica.

Attenzione al fatto che alcuni commercializzano come pellet quello che in realtà è cippato, ovvero piccoli pezzetti di legno (dalla parola inglese chips) la cui dimensione varia da pochi centimetri a pochi millimetri. In questo caso il potere calorico rischia di essere sensibilmente inferiore.





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