Liguria: Puntare su biomasse boschive per il riassetto energetico della regione

03 gennaio 2008

"Per eliminare gli sprechi e raggiungere un sensibile risparmio energetico la Liguria deve puntare sulle energie rinnovabili. Quello delle biomasse, ed in particolare delle biomasse verdi, è un settore importante per la nostra regione il cui territorio per oltre il 70% è coperto da boschi, anche se in gran parte abbandonati.

Proprio alla valorizzazione energetica di questo settore occorre affidarsi per raggiungere un riassetto energetico della regione. Grazie a questa azione si possono recuperare i boschi, curarli con una manutenzione mirata alla prevenzione degli incendi e al raggiungimento di un equilibrio idro-geologico, non solo, ma anche si possono avere ripercussioni economiche importanti con la creazione di nuovi lavori e recuperare la tradizione della filiera del legno. La Liguria è pronta a questa grande sfida, ha enormi potenzialità, ma è in ritardo".

Così l'assessore all'Ambiente della Regione Liguria, Franco Zunino, durante i lavori del convegno "Il Pellet: produzione e utilizzo in impianti termici", organizzato da Are, l'Agenzia regionale dell'energia, e dalla Regione Liguria nell'ambito del programma "Filiera legno-pellets in Liguria".

Questo nuovo combustibile per riscaldare le case in modo pulito, sicuro, efficiente ed economico arriva direttamente dai boschi. Il pellet è composto di legno vergine, non è trattato con corrosivi, colle e vernici, ma prodotto con la polvere ottenuta dalla sfibratura dei residui legnosi dopo la lavorazione e dalla manutenzione dei boschi. Un combustibile ecologico in piccoli cilindretti pressati, a basso costo e ad alto contenuto calorifico ed energetico. Vantaggi ambientali sul fronte delle emissioni e vantaggi economici. Basti pensare che con un chilo di pellet che costa dai 2 ai 2,5 centesimi si possono produrre fino a 5 kWh di energia. Un litro di gasolio che costa 1,10-1,20 euro ne produce al massimo 10, un litro di Gpl- costo da 0,50 a 0,65 euro- può arrivare a produrne 7,3. Stesso discorso col metano che costa 0,55/0,65 al metro cubo, pari a una produzione energetica di 10 kWh per ogni metro cubo.

I moderni impianti alimentati a pellet permettono di sfruttare in modo efficiente l'energia accumulata in questo tipo di combustibile, sprecandone solo una piccola parte, con rendimenti che raggiungono il 90%. Il pellet può essere usato dalla piccola stufa alla grosse caldaie collegate all'impianto di riscaldamento dell'intera abitazione. Quest'ultime possono essere integrate con impianti solari termici. Per esempio, per alimentare una comune stufa a pellet possono essere utilizzati sacchi da 15 kg - costo medio 34 centesimi al kg. Ipotizzando sei ore di accensione al giorno il consumo sarà di un sacco ogni due giorni. Per sostenere la sostituzione o la nuova installazione di impianti con pellet per il riscaldamento di ambienti e la produzione di acqua calda la Regione Liguria ha recentemente messo a disposizione 600 mila euro di contributi. Il bando, aperto a soggetti pubblici e privati, scadrà il prossimo 5 ottobre.

Con un altro bando, finanziato con 200 mila euro, la Regione Liguria prevede contributi alle imprese per la realizzazione di impianti di produzione di pellet. Impianti che dovranno utilizzare biomassa locale ed essere localizzati in una delle aree pilota individuate dal Piano Energetico e Ambientale Regionale (Valbormida, Val di Vara e Pollupice). Nel corso del convegno l'assessore Franco Zunino ha consegnato al comune di Bergeggi gli European Energy Award, già assegnati precedentemente a Ospedaletti e Varese Ligure.




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