Installazione di una caldaia a legna

14 gennaio 2008
Installazione di una caldaia a legna


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La legge italiana prevede che le caldaie a legna possono essere installate soltanto in impianti dotati di vaso di espansione aperto. Questo obbligo risale a molti decenni fa, ed era motivato da ragioni di sicurezza, a causa della relativa facilità con cui le caldaie a legna possono raggiungere la temperatura di ebollizione.

Il vaso di espansione aperto deve essere posto nel punto più alto dell'impianto di riscaldamento (tipicamente nel solaio) e collegato direttamente alla caldaia da un tubo, denominato tubo di sicurezza, il cui percorso non deve presentare alcun tratto in discesa. In caso di emergenza il tubo di sicurezza deve consentire al vapore sviluppatosi in caldaia di fluire liberamente senza incontrare ostacoli fino al vaso di espansione aperto.

Nel caso in cui la caldaia sia posta in un locale separato dal fabbricato principale, può risultare impossibile collocare il vaso di espansione aperto nel fabbricato da riscaldare, a causa della difficoltà di installare il tubo di sicurezza senza tratti in discesa. In questi casi è necessario realizzare due circuiti di riscaldamento separati, di cui uno primario a vaso aperto nel locale caldaia e uno secondario a vaso chiuso nel fabbricato da riscaldare. Tra i due circuiti viene interposto uno scambiatore di calore a piastre, che consente lo scambio termico evitando il contatto diretto dell'acqua tra i due circuiti.

In questi casi l'aggravio di costi dell'impianto a legna rispetto a quello convenzionale a gas/gasolio è ingente e la presenza dello scambiatore di calore riduce le prestazioni e i rendimenti dell'impianto.

La tecnologia attuale (scambiatore di calore di emergenza e valvola di sicurezza termica) rende ormai inutilmente penalizzante e anacronistico l'obbligo del vaso di espansione aperto nelle caldaie a legna, ed è auspicabile
che si giunga quanto prima a una revisione della normativa giuridica e tecnica in materia.

Dimensionamento impianto

Particolare attenzione va dedicata al dimensionamento dell'impianto, tenendo conto che le caldaie a legna, a differenza di quelle a gas o a gasolio, devono per quanto possibile funzionare in continuo e senza interruzioni. Di conseguenza, va evitato il sovradimensionamento della caldaia, che avrebbe importanti conseguenze negative: un inutile aggravio dei costi di impianto e il funzionamento non ottimale della caldaia, a causa delle frequenti interruzioni della combustione a cui sarebbe inevitabilmente soggetta.

Le interruzioni forzate della combustione, ottenute con l'arresto brutale del flusso d'aria comburente producono infatti una maggiore fumosità, che causa sporcamento del camino e della caldaia, e minore rendimento medio stagionale dell'impianto. Il dimensionamento della caldaia va pertanto eseguito dopo un'attenta valutazione delle caratteristiche dell'edificio e della fascia climatica in cui si trova. Per le finalità di questo lavoro si può indicativamente stimare un fabbisogno di potenza compreso tra 20 e 40 W/m3 a seconda del clima e delle caratteristiche dell'impianto di riscaldamento e della coibentazione dell'edificio.

La potenza richiesta è minore negli edifici ben coibentati e in quelli dotati di sistemi di riscaldamento ad alta efficienza, come gli impianti a pavimento o a parete radiante.

Un altro fattore di cui tener conto è il numero di cariche di legna che si intende effettuare nell'arco della giornata, in altre parole l'autonomia di funzionamento desiderata. Questa dipende dalla capienza del vano di carico legna e dalla potenza della caldaia. Il rapporto tra queste due grandezze, esprimendo la capacità di carico legna in litri e la potenza in kW, fornisce una stima grossolana del numero di ore di autonomia di funzionamento continuo alla massima potenza.

La presenza di un accumulatore inerziale consente di aumentare considerevolmente l'autonomia, soprattutto nei periodi meno freddi, in quanto l'energia sviluppata dalla caldaia in un periodo limitato viene accumulata e ridistribuita all'impianto di riscaldamento nell'arco della giornata. Questo effetto tampone dell'accumulatore inerziale è tanto maggiore quanto maggiore è la dimensione dell'accumulatore stesso.

Locale caldaia

Un altro aspetto importante da prendere in considerazione è la disponibilità di spazio per la centrale termica e per la legnaia, che deve essere situata nelle immediate vicinanze di questa. Il locale caldaia deve essere spazioso e ben ventilato. Oltre alla caldaia a legna, la centrale termica dovrebbe poter accogliere l'accumulatore inerziale, il bollitore sanitario, il quadro elettrico e tutta l'impiantistica idraulica.

Considerando che è buona norma lasciare uno spazio libero di almeno 60 cm tutto intorno alla caldaia, si può concludere che la superficie minima sia di 8-10 mq (m 2-2,5 x 4). Per gli impianti oltre i 35 kW la norma prevede che siano dotati di porta di accesso indipendente dall'esterno. Per questi impianti è necessario anche depositare il progetto della centrale termica ai vigili del fuoco ed effettuare comunicazione all'Istituto per la Sicurezza sul Lavoro (ISPESL).

Ai fini della normativa sulla sicurezza viene considerata la potenza termica complessiva di tutte le caldaie presenti nello stesso locale, che possono essere accese in contemporanea. Di conseguenza, se si installa una caldaia a legna da 20 kW e accanto a questa ne viene posta una a gas da 20 kW, viene superata la soglia dei 35 kW, e si rientra nella normativa su questa categoria di impianti. Se nello stesso locale caldaia sono presenti una caldaia a legna e una a gas/gasolio, con possibilità di funzionamento contemporaneo, è altresì necessario che ogni caldaia sia dotata di una propria canna fumaria indipendente.

Camino

Il camino è un importante componente dell'impianto di riscaldamento a legna. La sua funzione non è solamente quella di allontanare e disperdere i fumi, ma di assicurare, grazie a un tiraggio adeguato, il buon funzionamento della caldaia. Il tiraggio è tanto migliore quanto più caldi rimangono i fumi che percorrono il camino. Per questo motivo il camino dovrebbe essere dotato di un buon isolamento termico. Un altro motivo importante per isolare termicamente il camino è quello di evitare che la temperatura dei fumi scenda al di sotto della soglia di condensa, nel qual caso si potrebbe verificare un rapido sporcamento delle pareti del camino stesso, fino a giungere all'intasamento.

Ottime prestazioni sono fornite dalle canne fumarie in acciaio inossidabile coibentate. Questi camini vanno dotati alla base di uno scarico per la condensa e producono un buon tiraggio già a temperature dei fumi relativamente basse. Essi consentono di ottenere i migliori risultati dai modelli di caldaie a legna tecnologicamente più avanzati, in cui la temperatura dei fumi può essere abbassata fino a poco al di sopra della soglia dei 100° C, aumentando considerevolmente la resa dell'impianto.

Qualunque sia il tipo di camino presente in un impianto a legna è molto importante che almeno una volta all'anno venga effettuata una accurata pulizia, richiedendo eventualmente l'intervento di uno spazzacamino.

(nella foto una caldaia a legna Domotec)

Maggiori informazioni:
ITABIA
Italian Biomass Association

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Tel 06 5122792 - Fax 06 51601202
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