Cosa bruciare e cosa non bruciare nelle stufe a legna

01 febbraio 2008
Cosa bruciare e cosa non bruciare nelle stufe a legna


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Uno degli errori più comuni è l'uso del proprio riscaldamento a legna come un «inceneritore di rifiuti».  Chi elimina i rifiuti in questo modo nuoce all'ambiente, ai propri simili e a sè stesso. Infatti, il deposito e la combustione di rifiuti non eseguiti secondo le prescrizioni provocano l'inquinamento del suolo e l'emissione di sostanze nocive nell'aria, che agiscono soprattutto nelle immediate vicinanze. Infine, i residui della combustione di rifiuti danneggiano anche il riscaldamento a legna stesso.

Cosa fare?

Negli impianti a legna a carica manuale (stufe, camini e caldaie) può essere bruciata unicamente legna in pezzi, allo stato naturale e asciutta (ciocchi, resti di segherie, ramaglie, fascine, bricchette di legna allo stato naturale). Per l'accensione è permesso usare piccole quantità di carta. Per lo smaltimento di carta e cartoni si raccomanda perciò la raccolta separata.

Solo la cenere derivante dalla combustione di legna allo stato naturale può essere utilizzata, in piccole quantità, come fertilizzante per il giardino. Per una superficie di 100 m2 la quantità necessaria è di 30 litri, corrispondente alla cenere prodotta da 5 steri di legna. Una quantità maggiore nuoce al suolo e all'acqua del sottosuolo. La cenere in eccesso è da smaltire con i rifiuti dell'economia domestica.

Cosa non fare?

Non bruciare alcun genere di rifiuti, in modo particolare:
. Carta, cartoni e materiale sintetico di imballaggi, cartoni del latte e simili
. Scarti di legno trattato o con residui di colla da falegnamerie, carpenterie e fabbriche di mobili
. Legno usato ricavato da demolizioni, risanamenti e rinnovamenti di edifici (mobili, finestre, porte, pavimenti, rivestimenti e travi) come pure legno di imballaggi (casse, palette, ecc.).

Piccolo sforzo, grandi risultati

Uno smaltimento corretto riduce in modo rilevante l'emissione di sostanze nocive nell'atmosfera. Le analisi dimostrano che la combustione di rifiuti in caminetti o in stufe a legna libera nell'aria una quantità di diossina 1000 volte superiore rispetto a quanto avverrebbe negli impianti di incenerimento dei rifiuti.

Le apparenze ingannano

Travi, listelli, palette e casse possono essere trattate chimicamente, anche se questo non è visibile in superficie. Per questo motivo, il legno di questo tipo non può essere bruciato nei riscaldamenti a legna di piccola potenza ed è utilizzabile unicamente in caldaie adatte all'uso di legno vecchio, negli impianti di incenerimento dei rifiuti e nei cementifici. Infatti solo questo tipo di impianti è dotato dei filtri prescritti dalla legge. Tutti gli altri tipi di rifiuti vanno eliminati unicamente attraverso la raccolta dei rifiuti, in modo da garantire uno smaltimento rispettoso dell'ambiente.

Nessuna stufa a legna sopporta a lungo i rifiuti

La combustione di rifiuti nelle stufe a legna genera dei gas aggressivi che provocano la corrosione di singoli elementi dell'impianto (superfici di scambio del calore, canna fumaria, ecc.). I costi di risanamento sono elevati. Ad essere più costosa è anche la manutenzione e la pulizia, a causa delle incrostazioni che si formano all'interno della stufa.

Fonte: SvizzeraEnergia




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