Biomasse: applicazioni e relative filiere

16 ottobre 2008
Biomasse: applicazioni e relative filiere


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Sono disponibili più tecnologie per utilizzare le biomasse a fini energetici; la più semplice è la combustione diretta. Biomasse possono essere convertite anche tramite processi biochimici (fermentazione alcolica, digestione anaerobica) o termochimici (combustione, pirolisi, gassificazione) in vettori energetici diversi, siano questi liquidi (etanolo, biodiesel, olio di pirolisi), gassosi (gas di gasogeno, biogas) o solidi (carbonella). Tali vettori sono preferibili rispetto al materiale di partenza in quanto hanno maggior densità energetica, sono più facilmente trasportabili e possono trovare impiego in numerose applicazioni.

In Italia, i settori di utenza più appropriati per l’uso di biomasse sono: il riscaldamento domestico, la produzione di vapore di processo, la produzione di energia elettrica in impianti centralizzati, l’uso di biocombustibili liquidi (biodiesel e bioetanolo) per l’autotrazione o per riscaldamento in aree in cui è elevato il rischio di contaminazione ambientale.

Riscaldamento domestico
Un settore già ben inserito nel mercato dell’energia è quello del riscaldamento domestico sia di tipo individuale (caldaie a legna, stufe, caminetti) che collettivo (teleriscaldamento). In particolare quello del teleriscaldamento è un settore aperto di mercato in cui le biomasse possono penetrare più facilmente anche in un futuro più o meno prossimo. Secondo ENEA, la produzione italiana di energia per uso domestico (o in piccolissime aziende) da legna e altre biomasse assimilabili si aggira intorno ai 3 - 6 Mtep.

Teleriscaldamento
Il teleriscaldamento dei centri urbani (derivante dall’energia termica di cogeneratori alimentati con fonti fossili) riguarda oggi 27 sistemi in esercizio con una potenza installata di circa 600 MWe e 1.400 MWt (di cui circa 55 MWt espressamente ottenuti dall’utilizzo di biomasse). A questi sistemi si affiancano 41 sistemi di teleriscaldamento di piccola taglia (censimento AIRU 1999) alimentati a biomassa legnosa, che sono in funzione in piccoli comuni alpini della Lombardia, del Piemonte e del Trentino Alto Adige, con una potenza installata di circa 55 MWt; alcune decine di simili impianti sono attualmente in fase di progettazione Negli ultimi anni si è notato un incremento nella richiesta di allacciamento di utenze domestiche alla rete di teleriscaldamento con un incremento di 8-9% annuo. Una parte di questo incremento potrà essere coperta dalle biomasse.

Energia termica per usi industriali
Anche la produzione di energia termica e vapore per usi industriali è abbastanza diffusa, soprattutto presso quelle aziende agro-alimentari (ad esempio, le distillerie) che hanno a disposizione al loro stesso interno biomasse residuali da smaltire. Le stime correnti indicano in circa 1.300 il numero degli impianti per una capacità termica installata di circa 2.400 MWt.

Energia elettrica
Un settore ancora in via di sviluppo è quello della produzione di energia elettrica. Gli alti costi di investimento, la difficoltà di approvvigionarsi della necessaria quantità di materia prima, gli ostacoli alla realizzazione posti dalle complesse e defatiganti procedure autorizzative, ne frenano la diffusione. Nel 1998 in Italia erano presenti 23 impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse da immettere in rete, per una potenza elettrica installata di circa 150 MWe a cui va aggiunta una potenza termica di circa 150 MWt per gli impianti di co-generazione.

L’installazione di nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse e rifiuti solidi urbani, aventi una potenza complessiva di oltre 1.600 MWe, è in parte in fase di avviamento e in parte in fase di definizione e progettazione. La stragrande maggioranza di questi progetti ha già ottenuto le autorizzazioni per usufruire delle agevolazioni tariffarie previste dal CIP 6. Vanno inoltre considerati una quarantina di termovalorizzatori di rifiuti solidi urbani (RSU), con energia immessa in rete (circa 170 MWe e 100 MWt installati).

Maggiori informazioni:
The European Biomass Association
www.itabia.it




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