Caldaie e stufe a pellet, riscaldare la casa risparmiando senza inquinare

20 ottobre 2008
Caldaie e stufe a pellet, riscaldare la casa risparmiando senza inquinare


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Sarà capitato, girando nei negozi di fai da te, di notare nel reparto delle stufe dei grossi sacchi pieni di cilindretti beige: il pellet. Si tratta di legno sminuzzato, pressato a caldo, senza l’ausilio di alcun additivo. Risulta liscio e compatto per effetto della fusione della lignina di cui è composto, e ciò fa sì che il suo contenuto di umidità sia estremamente basso, rendendolo un combustibile con un buon potere calorifico: da 4000 a 6000 kcal/kg a seconda della sostanza di origine. La materia prima utilizzata è solitamente segatura o scarti di legname provenienti dall’industria del legno e del mobile.

È importante che il legno utilizzato sia assolutamente vergine, privo di qualsiasi sostanza chimica. Questo fa del pellet un combustibile ottimo dal punto di vista ecologico: le emissioni sono paragonabili a quelle di un impianto a metano. Inoltre l’assenza di zolfo fa sì che non si contribuisca al fenomeno delle piogge acide, e anche il contenuto di polveri ed altri inquinanti è quasi trascurabile.

Le ceneri sono prodotte in minima quantità, non sono pericolose ed anzi possono essere utilizzate come fertilizzante per le piante. Il pellet fa parte dei “biocombustibili”: materiali di origine biologica, dai quali si può ricavare energia. In particolare quelli di origine vegetale hanno un vantaggio dal punto di vista ambientale: la CO2 che liberano durante la combustione è pari a quella che hanno assorbito le piante durante la loro vita.

Questo è un netto vantaggio rispetto i combustibili fossili sul piano ecologico. Il pellet si presta a vari utilizzi. Si va dalla piccola ed elegante stufa per il salotto, che produce aria calda e si può utilizzare saltuariamente caricandola a mano con sacchi da 15 kg, alle grandi caldaie che scaldano l’acqua per i caloriferi per riscaldare tutta la casa, si alimentano automaticamente prelevando il combustibile da un silos interno od esterno all’abitazione, che si potrà caricare all’inizio della stagione acquistando “big bags” da 800-1000 kg, oppure facendosi fornire il pellet sfuso mediante autobotte.

Il pellet si comporta di fatto come un fluido: trasporto e stoccaggio sono semplici, l’impianto può dosare finemente il combustibile, mantenendo la temperatura costante nell’ambiente grazie ad un termostato. Le caldaie a pellet possono essere integrate con un serbatoio di accumulo per l’acqua calda, utile per assorbire i picchi di richiesta durante la giornata e ridurre l’usura dell’impianto, e per predisporre l’installazione di pannelli solari termici.

I prezzi degli impianti vanno dai 2000-4000 Euro per stufe “da salotto” da 7-10 kW, fino a costi decisamente maggiori (oltre 10000 Euro) per caldaie da 20 kW, per le quali c’è bisogno di prevedere anche il locale di stoccaggio.

Maggiori informazioni:
InformaEnergia

Tel 0522 456660
informaenergia@municipio.re.it
www.comune.re.it/infoambiente




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