Eolico galleggiante, permetteteci qualche dubbio

26 agosto 2010
Eolico galleggiante, permetteteci qualche dubbio


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L'energia eolica sembra essere il tallone di achille delle associazioni ambientaliste. Si tratta infatti di un'energia rinnovabile ampiamente disponibile in moltissime aree del nostro pianeta, e la tecnologia per utilizzarla sembra promettere rendimenti pari o superiori a quelli del fotovoltaico a parità di costi: uno studio dell'Aper, Associazione Produttori Energie Rinnovabili, parla di costi compresi fra 0,127 e 0,139 Euro/kWh per l'eolico, comparati con 0,41 e 0,501 Euro/kWh per il fotovoltaico. L'eolico dunque potrebbe essere una fonte di energia particolarmente interessante soprattutto in Italia, dove abbondano le zone ventose soprattutto lungo le coste.

Peccato però che questa tecnolgia sembra osteggiata proprio da alcune di quelle associazioni che dovrebbero vedere di buon occhio l'uso di energie rinnovabili. Così non è, e non staremo qui a discutere dei motivi di questa avversione. Ci sembra però importante analizzare l'ultima proposta in tema di eolico fatta proprio per venire incontro a chi vorrebbe ridurre l'uso dei generatori offshore, ovvero la possibilità di installare le turbine in mari profondi, posizionandole ben lontano dalle zone costiere.

La proposta arriva dalla Norvegia, ovvero dalla società Statoil che insieme al governo scozzese ha annunciato la volontà di realizzare un parco eolico galleggiante al largo dell'Isola di Lewis. Le turbine Hywind da 2.3 MW ciascuna possono essere installate in zone con fondali fino a 700 metri di prodondità, grazie ad un pilone che si estende per quasi 100 metri sotto la superficie del mare ed è ancorato al fondale tramite cavi in acciaio.

Al di là dei dubbi sull'efficiacia e sulla sicurezza di una simile struttura, è ovvio che allontanando le turbine dalla costa aumentano i problemi ed i costi per il trasporto dell'energia generata, senza che si sia alcuna apparente motivazione tecnica per dover utilizzare una soluzione del genere invece delle normali turbine eoliche offshore installate lungo costa su fondali di circa 50 metri di prodondità. Le obiezioni sull'impatto estetico ci sono sempre sembrate risibili, anche perchè in quasi tutto il mondo i parchi eolici diventano spesso meta di turisti e non certo un abominio come ad esempio una centrale a gas.

Insomma, l'eolico è sicuramente una tecnologia promettente, capace di assicurare una produzione di energia a costi inferiori rispetto al fotovoltaico e con maggiore costanza, ma occorre fare chiarezza fra progetti che puntano al massimo rendimento piuttosto che ad altri che sembrano nati solamente per attirare l'attenzione dei media.



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