Meno turbine eoliche e lavoratori per Vestas, colpa della Cina

04 marzo 2012
Meno turbine eoliche e lavoratori per Vestas, colpa della Cina


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L'importanza della Cina nel panorama delle energie rinnovabili diventa sempre più preponderante. Il paese asiatico negli ultimi anni ha cominciato ad investire l'enorme liquidità che si ritrova in ogni settore della produzione di energia, per far fronte alla crescita della domanda interna spinta dalla trasformazione radicale che sta subendo l'economia cinese.

Del dominio cinese sulla produzione di terre rare, utilizzate sia per la produzione di turbine eoliche che per quella di auto elettriche, vi abbiamo già parlato in un altro articolo, e non mancheremo di tornare sull'argomento; ma gli enormi investimenti cinesi stanno anche comportanto spostamenti strategici della produzione di componenti per il settore eolico, come dimostra il taglio del 10% dell’intera forza lavoro in America annunciato recentemente da Vestas, azienda leader mondiale nella produzione di turbine eoliche.

Vestas, che solo pochi mesi fa aveva licenziato quasi il 40% dei dipendenti nei suoi stabilimenti in Danimarca, ha subito un altro duro colpo dovuto alla concorrenza da parte delle aziende cinesi, fortemente sovvenzionate dallo Stato. I miliardi di dollari erogati da Beijing stanno dunque portando al forte ridimensionamento della produzione occidentale, con uno spostamento strategico della leadership nel settore che potrebbe comportare seri problemi geopolitici in molti plausibili futuri scenari.




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