Megaturbine eoliche a levitazione magnetica

29 novembre 2007
Megaturbine eoliche a levitazione magnetica


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Potrebbero essere la soluzione del futuro per i problemi delle attuali turbine eoliche: le turbine a levitazione magnetica su cui si sta lavorando, e che sono state presentate in anreprima alla fiera Wind Power Asia 2007 della scorsa estate dalla Maglev Wind Turbine Technologies, potrebbero infatti essere in grado di produrre gino ad 1 gigawatt di potenza grazie al ridotto attrito dei componenti meccanici che le rendono inoltre in grado di produrre energia anche in condizioni di vento inutilizzabili con le turbine eoliche attuali.

Le turbine a levitazione magnetica (una tecnologia già usata ad esempio dai treni superveloci in Giappone) sono infatti in grado di generare corrente anche con leggere brezze di soli 1,5 metri als econdo, così come di continuare a produrre energia anche sotto violente condizioni atmosferiche con venti fino a oltre 140 km/h, quando invece le turbine tradizionali devono essere bloccate per evitare danni alle componenti.

Grazie inoltre alla grande capacità di produzione (una sola turbina rappresenta l'equivalente di 50 turbine tradizionali) le turbine a levitazione magnetica potrebbero limitare anche i presunti problemi di impatto ambientale visivo che alcuni lamentano.

Inoltre, vista la riduzione del numero delle componenti meccaniche e la grande semplicità costruttiva, le turbine a levitazione magnetica potrebbero addirittura essere decisamente più economiche delle attuali, con risparmi ino al 75% del costo di costruzione e di manutenzione.

Le pale magnetiche sono anche economiche: costruirne una può costare fino al 75% in meno rispetto all'equivalente tradizionale, senza contare che mancando i complessi meccanismi che consentono al rotore di allinearsi con la direzione del vento viene anche considerevolmente ridotta la difficoltà di progettarle e realizzarle. E la manutenzione, che ha un costo, è di gran lunga inferiore: un apparato eolico-magnetico secondo i suoi progettisti potrebbe funzionare per 500 anni con un minimo di controlli periodici.




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