Decolla l'eolico in Italia, ma la rete non è pronta

27 febbraio 2008

Più 30 % in un anno nella potenza installata, raddoppio dell’incidenza sull’elettricità prodotta. In questi due dati sta il boom dell’eolico 2007 nel nostro Paese. Un boom stranamente poco sottolineato sui media generalisti, a differenza di quello che viene fatto per il fotovoltaico, infinitamente meno rilevante sul totale della produzione.

Nel dettaglio, in base ai dati forniti da Terna e da Anev, risulta che al 31 dicembre 2007 la potenza eolica installata era di 2. 776,07 Mw (2123,36 Mw un anno prima), per una produzione annua di 4,184 Tw/h. Nel primo mese del 2008 il trend è proseguito, con l’entrata in servizio di altri due impianti per complessivi 57,4 Mw. Se la crescita del 30 % l’anno proseguisse per i dodici anni che ci separano dal fatidico 2020, la potenza da aereogeneratori installata in Italia verrebbe moltiplicata circa 23 volte.

Sorprendentemente, ci sono già oggi tutte le premesse affinché la tendenza prosegua. A livello nazionale risultano infatti in fase di realizzazione o approvati impianti per circa 8000 Mw, e in fase di istruttoria installazioni per altri 22. 000 Mw. La politica delle amministrazioni, sia centrali che locali, anche stavolta sorprendentemente, si muove in modo concorde a favore dell’eolico. N

elle sue ultime fasi di vita, lo scorso dicembre il Governo Prodi, attraverso una delibera dell’Autorità dell’Energia e del Gas, ha vietato esplicitamente a Terna, cui fa capo la rete di distribuzione elettrica, di chiedere agli impianti eolici l’installazione degli impianti di modulazione obbligatori per tutti gli impianti tradizionali, un notevole risparmio in sede di investimento. La finanziaria ha poi indicato che, fino al 2012, la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili potrà crescere di 0,75 punti percentuali all’anno, e l’unica fonte in grado di sostenere questi ritmi al momento appare quella eolica.

Infine, il costo di produzione dell’eolico è ormai dentro la forchetta del prezzo dell’energia elettrica in Italia e, con l’aggiunta dell’incentivo dei “certificati verdi”, risulta conveniente anche in condizioni ambientali considerate marginali in altri Paesi (esempio, velocità media del vento di sei metri al secondo).

Il boom “nascosto” dell’eolico ha però alcuni punti dubbi.

A parte le obiezioni sollevate da numerose associazioni e organizzazioni con credenziali ambientaliste altrettanto qualificate dai sostenitori dell’energia dal vento e legate a questioni di salvaguardia del paesaggio e degli ecosistemi, la corsa dell’eolico rischia di scontrarsi con una serie di limiti strutturali dello stesso sistema energetico. Il primo, esploso - senza far troppo rumore, in verità - una paio di settimane fa, è legato al limite di capacità di Terna di prendersi carico nella rete di fonti eoliche.

La legge (ancora nell’ultima finanziaria) la obbliga a farlo, con una indicazione vincolante dell’Autorità di dare la precedenza assoluta all’eolico. In Sicilia Terna ha da tempo segnalato di potere allacciare al massimo 500 Mw eolici in assenza di nuovi investimenti, che comunque produrranno effetti solo nel 2012. La Regione Sicilia ha dovuto così sospendere le autorizzazioni per nuovi impianti in quanto ne aveva già concesse per 2125 Mw. La quota bloccata in itinere ammonta ad altri 3000 Mw. Già oggi, con 640 Mw attivi, Terna deve di tanto in tanto effettuare dei distacchi per eccessiva offerta, soprattutto di notte.

Un secondo limite della rete all’assorbimento dell’eolico deriva dalla sua caratteristica di imprevedibilità. In Italia gli impianti posti in condizioni di vento costante (come avviene sulle rive del Mare del Nord) non sono percentualmente dominanti, per cui il gestore della rete, per mantenerla in equilibrio, dovrà abituarsi a utilizzare tecnologie previsionali e gestionali del carico molto avanzate.

Soprattutto, all’Italia manca una fonte in grado di produrre la “base” di generazione in modo prevedibile a costi costanti. Delle tre fonti tipiche, nucleare, carbone e idroelettrico, noi abbiamo solo l’idro, ma per una percentuale del totale troppo bassa per far tutto da solo, e con un rendimento, soprattutto in Italia centro-meridionale, legata all’andamento stagionale.

Vi è infine la scarsa rilevanza dell’eolico come fonte legata al nuovo modo, distribuito, di fare energia, puntato sull’autoconsumo e sulla trasformazione di una voce di costo in una di ricavo per molte attività produttive disagiate. Il mini e microeolico (meno di 200 Kw) è incentivato con una tariffa imposta di 30 centesimi a Kw/h. Non ci sono purtroppo dati complessivi, ma un episodio può forse dare un’idea dello stato del settore: lo scorso novembre l’inaugurazione di un impianto eolico da 20 Kw in provincia di Trento è stato considerato talmente significativo da meritare la presenza di: ministro dell’Ambiente, presidenti della Regione e delle due Province autonome, sindaci dei due capoluoghi.

E’ vero che l’impianto installato sfrutta una tecnologia molto innovativa e sviluppata in Italia, ma tant’è. Sarebbe un peccato che per molti agricoltori dovessero essere rubricati sotto “reddito da energie rinnovabili” solo i canoni di affitto per i pali dei parchi eolici industriali.

Fino a che qualcosa non si muoverà, però, la situazione difficilmente potrà cambiare. Delle problematiche e delle prospettive legate all’eolico di piccole dimensioni in Italia, soprattutto come parte di impianti integrati miranti a garantire i fabbisogni di energia di attività economiche e comunità residenziali, si parlerà nel corso delle Giornate delle Microgenerazione a Roma.

L’evento si articola su due momenti complementari: “Fonti rinnovabili di energia. Microgenerazione e non solo”, il 4 marzo; “Tra incentivi e normative: la nuova cogenerazione per le Pmi”, il 5 marzo. L’evento, che è già il punto di riferimento per il “mondo nuovo” dell’energia si svolgerà presso lo Spazio Etoile, centro congressuale notissimo e di grande prestigio, a due passi da Piazza Montecitorio. Maggiori dettagli sulle Giornate della Microgenerazione sono reperibili sul sito www.microgenforum. It, dove è anche possibile preregistrarsi per la partecipazione gratuita.




comments powered by Disqus