Il vento della recessione soffia sull'energia eolica: primi segni di flessione

25 novembre 2008

La tempesta economica mondiale sta cominciando ad avere un impatto negativo anche sull'energia eolica in Europa. Il mercato sta subendo una battuta di arresto e diverse societa' stanno gia' tagliando la produzione e i pronostici industriali per il 2009.

"La difficile situazione economica sta lentamente influenzando il settore dell'energia eolica - conferma l'analista di Frost & Sullivan, Gouri Nambudripad -. Stiamo andando incontro a una riduzione del notevole ritmo di crescita che si era visto in questi ultimi anni. Alcuni operatori di mercato stanno gia' riducendo i loro ambiziosi obiettivi di produzione e sviluppo e cio' causera' problemi a tutta la supply chain".

Tuttavia, questa situazione avra' anche effetti positivi come la diminuzione dei prezzi delle turbine (grazie al calo dei costi delle materie prime) e la riduzione dei tempi di consegna delle componenti che portera' a un riequilibrio del mercato fra domanda e offerta.

"L'industria - spiega Gouri Nambudripad - sembra muoversi da uno stato di surriscaldamento causato dalla mancanza di componenti verso uno stato di maggior equilibrio e buoni livelli di stoccaggio."

Negli ultimi tre o quattro anni, la domanda di componenti era quasi fuori controllo facendo registrare una gravissima carenza che pesava come un macigno sull'industria. Alcune societa' produttrici di turbine erano ricorse a strategie a tutto campo, come le acquisizioni o contratti di lungo termine, al fine di assicurarsi componenti critiche quali scatole del cambio e cuscinetti. Tuttavia, a un certo punto i fornitori non erano piu' in grado di soddisfare la domanda crescente, specialmente quelle piccole societa' che non avevano investito abbastanza nell'ampliamento delle capacita' produttive. Questo strozzamento della fornitura unito a problemi legati al design delle componenti stava colpendo duramente l'industria. E ci si aspettava che questa situazione di disagio dell'offerta sarebbe durata per almeno due o tre anni.

La difficile congiuntura attuale ha cambiato le carte in tavola e l'industria si trova ora costretta a dover fare i conti non piu' con la carenza di componenti, ma con un rallentamento della domanda. Pertanto, le strategie dei fornitori di componenti e dei produttori di turbine dovranno certamente cambiare se si tiene conto della domanda a monte ormai ridotta. Questa nuova realta' portera' ad una competizione maggiore tra i fornitori offrendo maggiori opportunita' a quelle societa' capaci di ridurre costi e prezzi in maniera piu' rapida e significativa.

Fra i fattori che contribuiranno alla caduta dei prezzi ci sono la riduzione dei costi delle materie prime e di costruzione. La diminuzione accentuata del prezzo dell'acciaio e del rame contribuira' anche ad un calo dei prezzi delle componenti. Ad esempio, il prezzo dell'acciaio ha raggiunto il suo massimo tra i mesi di giugno e settembre 2008, per poi ricadere in meno di tre mesi ai livelli di dicembre 2007. E non sono solo i prezzi ad essere influenzati da questi cambiamenti, ma anche la capacita' produttiva delle acciaierie che adesso non piu' sotto pressione, ma in attesa di nuovi ordini.

La diminuzione nei costi delle materie prime e delle componenti combinata al supporto governativo per le energie alternative dovrebbe, tuttavia, sostenere la domanda di turbine eoliche. E' importante, pero', che il settore provveda ad una crescita nella performance degli assetti industriali esistenti e si occupi delle rimanenti sfide tecnologiche. Solo cosi' facendo il settore dell'energia eolica riemergera' piu' forte e capace, una volta superata questa crisi.

Maggiori informazioni sul mercato dell'energia eolica in Europa e sui mercati delle energie rinnovabili:
Chiara Carella
Corporate Communications

chiara.carella@frost.com




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