Pompe di calore geotermiche in zone termali, i dubbi di un lettore

22 giugno 2009
Pompe di calore geotermiche in zone termali, i dubbi di un lettore


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Un nostro lettore ci scrive in merito ad un impianto con pompa di calore geotermica, cercando di chiarire alcuni suoi dubbi.

"Ho comprato una casa in slovacchia precisamente a Dubove nel centro della slovacchia. Vorrei fare un impianto geotemico, il problema dicono che il terreno si trova in zona termale quindi si rishia che l'impianto si rovini perchè il terreno e l'acqua sono pieni di minerali" ci scrive il lettore in un'email.

Cerchiamo di fare un passo indietro e spiegare come funziona un impianto geotermico. Tutto è basato su una pompa di calore, un dispositivo che può lavorare in diverse modalità, traendo il calore dall'aria o dall'acqua. Nel caso di un impianto geotermico, la pompa di calore è collegata a delle tubazioni inserite sotto terra (in orizzontale o in verticale, in questo caso facendo delle perforazioni di pochi cm di diametro con una trivella fino anche a 100 metri di profondità).

In queste tubazioni viene fatto passare un liquido che può essere composto da acqua ed antigelo oppure può essere uno speciale liquido antirefrigerante. Passando sotto terra, dove il calore è più o meno costante e ben superiore a quello esterno d'inverno, il liquido si riscalda e cede poi il calore alla pompa.

Nel sottosuolo dunque vengono posizionati solamente dei tubi contenenti un liquido, liquido che però non andrà mai in contatto con il terreno.

Difficile immaginare dunque come i minerali presenti nel terreno di una zona termale possano danneggiare questo tipo di impianto, a meno che il calore nel sottosuolo non sia così elevato da richiedere una particolare disposizione dei condotti.

Insomma, non è certo questo un possibile ostacolo per l'installazione di un impianto geotermico con pompa di calore.




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