A Basilea sorgerà la prima centrale geotermica della Svizzera

31 marzo 2006
A Basilea sorgerà la prima centrale geotermica della Svizzera


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Non c’è da stupirsi che talvolta abbiamo caldo ai piedi. Più del 99% della massa terrestre ha una temperatura superiore ai 1000°C e nel nucleo più interno della terra le temperature raggiungono circa 5000°C. Questa enorme riserva di energia proviene in parte dal calore originario al momento della nascita della terra, ma la maggior parte del calore terrestre è prodotta continuamente dal decadimento naturale degli elementi radioattivi.

La riserva di calore resta così intatta malgrado la continua dispersione termica nello spazio. In alcuni punti, il calore terrestre si manifesta in modo spettacolare, e segnatamente dove vulcani sputano lava incandescente o geyser scagliano verso l’alto acqua bollente. Nei pressi di questi luoghi, il calore terrestre è utilizzato da tempo: nella capitale islandese Reykjavik, ad esempio, l’intera domanda di calore è soddisfatta attingendo a fonti bollenti.

In Svizzera le condizioni non sono così favorevoli. Il calore terrestre è quindi sfruttato scarsamente. In futuro, le cose dovrebbero cambiare. A Basilea, nell’ambito del progetto «Deep Heat Mining» sta nascendo la prima centrale geotermica della Svizzera per la produzione di elettricità e calore.

Per ricavare il calore è utilizzato il cosiddetto procedimento «Hot Dry Rock». Il progetto è realizzato dalla ditta Geothermal Explorers di Basilea. Il capoprogetto
Markus O. Häring non ha dubbi sulla geotermia: «Il calore terrestre è l’unica risorsa sostenibile in grado di produrre energia in qualsiasi momento. E senza immagazzinamento supplementare. Si tratta inoltre di una fonte energetica indigena.»

La scelta di Basilea è scaturita dalla convergenza di fattori favorevoli. Häring: «Siccome con l’impianto pilota devono essere utilizzati elettricità e calore, per la
ripresa del calore entravano in considerazione solo le reti di calore a distanza esistenti. A Basilea ce n’è una. Inoltre, la fossa del Reno è favorevole dal punto di vista geotermico.» È quanto ha confermato un pozzo di sondaggio presso la dogana di Otterbach.

Qui, con 4°C ogni 100 m, l’aumento di temperatura è molto elevato. La temperatura della roccia a 5000 m di profondità dovrebbe quindi aggirarsi sui 200°C. Con il pozzo di sondaggio di Otterbach, che in futuro sarà utilizzato come pozzo d’ascolto, tutte le premesse per la realizzazione del primo pozzo a 5000 m di profondità sono soddisfatte.

Questo sarà scavato nel terreno della Industrielle Betriebe Basel, a Kleinhüningen, dove dovrebbe sorgere anche la centrale geotermica.




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